di Peppe Caridi – Il vento ha smesso di ululare, non piove più. Dopo i tuoni della notte, la tempesta furiosa di scirocco, il ticchettio delle gocce d’acqua nelle finestre di casa, adesso sembra tornata la calma.
L’ennesima violenta perturbazione, ampiamente prevista da giorni, ha scaricato enormi quantitativi di pioggia in tutto il territorio Calabro/Siculo, che è adesso martoriato da numerose frane e smottamenti: in alcune aree interne sono caduti più di 280mm di pioggia, specie nella Sila sud/orientale, tra le Province di Catanzaro e Crotone. Ma ha piovuto tantissimo in tutte le Province di Calabria e Sicilia.
Che sta succedendo? Perchè questa furia della natura insiste in modo così violento? Nel Messinese s’è sfiorata di nuovo la tragedia nelle stesse zone joniche già colpite dal drammatico evento alluvionale dello scorso 1° ottobre, in un territorio – quello Peloritano – devastato dai fenomeni meteo estremo.
I campi e i terreni sono letteralmente zuppi d’acqua: non riescono più ad assorbirla e trattenerla e per questo motivo tutte le piogge scivolano via e si riversano furiosamente a valle.
Quest’eccezionale trend pluviometrico è iniziato nella primavera 2002 e dopo otto anni non sembra avere alcuna intenzione di smettere. Sono state così smentite tutte le cassandre del catastrofismo che prevedevano, per Sicilia, Calabria, Puglia e più in genere per il sud Italia e per tutte le coste Mediterranee, la desertificazione.
Invece, da anni, le piogge hanno battuto tutti i precedenti record: tra Catanese e Siracusano in modo particolare, nella Sicilia sud/orientale, abbiamo avuto annate con +400% rispetto alle medie tra 2003 e 2006. Adesso, tra 2007 e 2010 le zone maggiormente colpite sono quelle di Palermitano e Messinese, con evidenti effetti di dissesto idrogeologico nel territorio Peloritano e Nebroideo.
Il 2009 è stato per Messina, Palermo, Reggio Calabria e molte altre aree di Sicilia e Calabria, l’anno più piovoso degli ultimi 120 anni. Questo 2010 è iniziato allo stesso modo, e se continuerà così si giocherà lo scettro di anno più piovoso proprio con il 2009!
La storia climatica è composta da questo tipo di cicli che si alternano in modo abbastanza regolare: basti pensare agli anni tra 1950 e 1957 quando Calabria, Sicilia e Sardegna dovettero subire tremendi eventi alluvionali molto più gravi e devastanti rispetto a quelli di questi anni, oppure alla fase tra 1993 e 1997 quando già Messina e provincia aveva “assaporato”, con i dovuti distinguo, ciò che sta accadendo in questi ultimi mesi.
Tra i periodi siccitosi possiamo invece ricordare quello che va tra 1986 e 1992 e poi, il più recente, tra 1998 e 2001.
A livello climatico e scientifico, il trend pluviometrico di questi ultimi mesi rientra nella normalità dell’alternanza dei cicli naturali e negli estremi della natura che tendono a compensarsi, pur nella sua eccezionalità: in meteorologia le “medie” e la “normalità” climatica sono relative e si modificano con il passare del tempo.
Tutt’Italia sta facendo i conti con un periodo estremamente piovoso e meteorologicamente vivace, ma Messina è la città costiera in cui piove di più e i rilievi Calabro/Siculi sono quelli che sembrano attirare come calamite le precipitazioni che si concentrano proprio nelle due Regioni più meridionali d’Italia con grande violenza: probabilmente per avere una lunga tregua che consentirà ai terreni di respirare bisognerà attendere l’estate e il mese di giugno, anche se il giugno 2009 è stato piovosissimo, fresco e perturbato.
Ma la primavera, che ancora deve iniziare, si caratterizza molto spesso (tra fine marzo, aprile e maggio) per forti episodi di maltempo con profonde depressioni che alimentano piogge e temporali, a maggior ragione con i contrasti termici alimentati dall’arrivo delle prime ondate d’aria calda da sud. Quindi, non solo per le piovosissime previsioni per i prossimi giorni e il weekend, ma anche a medio, lungo e lunghissimo termine dobbiamo attenderci un prosieguo di questo trend estremamente piovoso e perturbato.





