La prima metà di marzo è stata, a Reggio e Messina come in gran parte del sud Italia e in tutto il territorio calabro/siculo, più fredda di tutto febbraio e quest’anomalia termica negativa durerà ancora questi tre giorni.
Inoltre nel pomeriggio/sera di martedì 16 avremo qualche altro episodio piovoso e precipitativo a causa dello sviluppo di temporali convettivi pomeridiani sui rilievi in estensione fin sulle coste nella serata. Potremo avere dei piovaschi con rovesci localmente intensi alimentati dall’instabilità causata da nuovi spifferi freddi in arrivo dai Balcani, tanto che nevicherà sui rilievi a partire dai mille metri di quota.
A proposito di neve: nel weekend il peggioramento ha portato nello Stretto più piogge del previsto (circa 25mm a Reggio, poco meno a Messina) ma le precipitazioni, pur costanti e durature da venerdì sera fino a domenica mattina per oltre 36 ore, non hanno mai assunto connotati d’intensità tale da riversare alle basse quote masse d’aria particolarmente fredde, e la neve è caduta in montagna a quote ben più alte del previsto. In Aspromonte e sui Nebrodi abbiamo avuto accumuli nevosi solo a partire dai 1.400 metri di quota: a Gambarie, infatti, abbiamo avuto ore e ore di pioggia mista a neve con temperatura costantemente bloccata a +1,5°C.
Ha nevicato molto alle quote medio/alte, con 60cm di neve fresca a 1.750 metri sul livello del mare e accumuli già di 20cm a 1.500 metri.
Dopo le ultime fioccate possibili appunto martedì pomeriggio/sera, si aprirà una nuova fase semi-primaverile in cui finalmente il maltempo concederà l’attesissima tregua.
Mercoledì 17 marzo farà ancora freddo, con temperature stazionarie e un teso vento settentrionale. Ma già sarà tornato a splendere il sole, che continuerà a caratterizzare il clima per tutta la seconda metà della settimana. A partire da giovedì 18 le temperature inizieranno ad aumentare in modo graduale, abbastanza lento ma costante, e torneranno a raggiungere (e superare, anche se di poco) le medie del periodo dopo dieci giorni di freddo (vedi grafico a corredo dell’articolo per osservare l’andamento termico dei prossimi giorni rispetto alla linea rossa che rappresenta le medie stagionali).
Assaporeremo i primi tepori primaverili grazie a un promontorio anticiclonico con masse d’aria calda in arrivo da ovest: già venerdì 19, giorno della Festa del Papà, la colonnina di mercurio arriverà a sfiorare i +20°C che poi saranno superati nel fine settimana: nella mappa principale a corredo dell’articolo notiamo i colori delle isoterme, rispettivamente, nella giornata di martedì 16 (a sinistra, con ancora valori decisamente freddi) e poi nella giornata di sabato 20 (a destra, con temperature aumentate in quattro giorni di 8-9 gradi).
L’inverno si avvia ormai a concludersi: siamo a metà marzo e stiamo per vivere la prima fase semi-primaverile della stagione.
Ma sicuramente ancora ci sarà il classico “colpo di coda” invernale che, per qualche giorno, ci riproporrà condizioni meteorologiche dai connotati prettamente invernali: non è ancora possibile sapere quando questo colpo di coda si verificherà di preciso, ma molto probabilmente accadrà nel periodo che va dal 23-24 marzo fino a massimo il 10 aprile.
Non sarebbe di certo un fenomeno eccezionale: basti pensare all’aprile 1991 o, ancor più di recente all’aprile 2003 quando freddo e neve tornarono a fare la voce grossa con temperature polari e neve a bassissime quote.
Per non parlare di marzo, che spesso e volentieri si caratterizza nell’ultima decade del mese con il classico colpo di coda invernali.
Per molti sarà l’esaltazione di “marzo pazzerello”, perchè dopo il caldo e il sole che ci faranno assaporare la primavera, tornerà l’inverno: ma si tratterà solo del tipico colpo di coda, l’ultimissima sfuriata invernale che non può certo mancare in una stagione così eccezionalmente fredda non solo in Italia e in Europa ma sulla quasi totalità dell’emisfero settentrionale e che, di fatto, darà subito dopo il via alla primavera. Quella vera.
Quella che, tra aprile e maggio, si caratterizzerà per le classiche caratteristiche della stagione primaverile, e cioè non solo per belle giornate di sole e temperature più miti, ma anche da periodi ancora instabili e perturbati con piogge e temporali. Perchè la primavera è, appunto, primavera: l’estate è ancora lontana.
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