
di Peppe Caridi – Oltre al violento nubifragio temporalesco notturno, c’è anche un altro episodio particolarmente interessante e significativo a livello meteorologico e atmosferico che nelle scorse ore ha colpito nello Stretto e va sottolineato: si tratta dell’impetuosa sciroccata che nel pomeriggio/sera di martedì 9 marzo ha sferzato l’area tra Reggio e Messina.
La sciroccata è durata oltre sette ore, con venti medi sempre oltre i 60km/h e raffiche ben superiori ai 100km/h in tutta l’area di Capo Peloro.
In termini eolici, a Punta Faro è stata la sciroccata più forte degli ultimi decenni anche se a Reggio e Messina i venti non hanno superato i 70–80km/h. Inoltre il mare non è stato eccezionalmente mosso: ha raggiunto forza 5, senza provocare le devastanti mareggiate che più volte si sono ripetute sia quest’anno che soprattutto lo scorso inverno.
Questa situazione è spiegabile proprio da un’analisi tecnica e sinottica della situazione: il forte vento di scirocco non è stato tanto ciclonico, quanto orografico almeno nell’eccezionale intensità raggiunta a Punta Faro. Il vortice depressionario, sempre posizionato nel medio/basso Tirreno a largo tra Lazio, Campania e Sicilia occidentale, ha sì determinato la circolazione ciclonica ma a largo, nello Jonio, non c’erano forti venti e così si spiega il fatto che il mare non si sia agitato tantissimo.
Il vento non soffiava in modo intenso neanche nella Sicilia sud/orientale, tra Catanese e Siracusano, dove le raffiche più forti hanno appena superato i 40km/h.
L’intensità eolica aumentava proprio con l’avvicinarsi dello Stretto, all’imboccatura sud dove le masse d’aria si incanalavano rapidamente tra l’Aspromonte e i Peloritani, e più salivano verso nord più trovavano spinta e velocità.
Certamente non è stata una delle sciroccate più intense degli ultimi anni, nè tantomeno degli ultimi decenni: se non fosse stato per il violentissimo temporale notturno che ha provocato il tristemente noto nubifragio sul Messinese saremmo qui a parlare semplicemente di un’ondata di maltempo, abbastanza forte ma senza criticità o eccezionalità. Basti pensare alle violente sciroccate dei mesi scorsi, o a maggior ragione dell’inverno passato: con vortici ciclonici molto più a sud/est, tra il Canale di Sicilia, il cuore della Sicilia, lo Stretto e lo Jonio, si vengono a creare le condizioni ideali per le più violente sciroccate.
Ma il dato di Punta Faro spicca, senza ombra di dubbio: 145km/h non sono uno scherzo, nè a maggior ragione 110km/h di velocità media in dieci minuti. Si tratta di valori eccezionali, da record assoluto che non sono mai stati toccati negli ultimi decenni e che difficilmente verranno raggiunti nuovamente nei prossimi anni.






