di Peppe Caridi – Che caldo Natale! Altro che ’Bianco’, come vuole la tradizione nordica e anglosassone. Babbo Natale avrà sudato parecchio la scorsa notte per portare i doni ai bimbi del centro/sud d’Italia.
Oddio, parlare di “maniche corte”, clima “primaverile” e giornate “da spiaggia”, come sensazionalizza qualcuno, è decisamente esagerato.
E non traggano in inganno le immagini alla fine di quest’articolo: si riferiscono alla spiaggia di Bondi Beach, la più famosa d’Australia, vicino Sydney. Laggiù, nell’emisfero australe, l’estate è appena iniziata: il 21 dicembre equivale al “nostro” 21 giugno.
E lì ogni anno il Natale si festeggia in spiaggia, tra costumi, tuffi, beach volley, tintarella, cocktail alla frutta e divertimenti tipici della ’Bella Stagione’.
Nostalgia, eh?
Beh … bisognerà aspettare almeno altri sei mesi per ritrovarsi in una situazione simile, qui nel Mediterraneo l’inverno vero non è ancora neanche iniziato.
Nello Stretto abbiamo vissuto un Natale estremamente mite, ma non certo eccezionale.
Con temperature minime di +17°C e massime oscillanti tra +22 e +23°C abbiamo avuto una giornata con temperature 5-6 gradi superiori alle medie del periodo, lontanissime dai record caldi del mese di dicembre che ha visto più volte sfiorare i +30°C sia a Reggio che a Messina.
Inoltre dicembre non è un mese prettamente invernale al sud Italia: i mesi più freddi sono, nell’ordine, febbraio, gennaio e marzo. Dicembre è solo al quarto posto ed è poco più freddo di aprile. Solitamente, al sud Italia, è il mese più piovoso dell’anno, dalle caratteristiche prettamente autunnali e solo raramente invernali.
Probabilmente lo scalpore per il caldo d queste ore deriva dal fatto che casualità ha voluto che capitasse, in questo 2009, proprio nel giorno esatto del Natale: si dimentica più facilmente un caldo del genere se avviene in una qualsiasi altra giornata feriale del mese di dicembre, ma a Natale può lasciare di più il segno.
Altro fattore che può aver alimentato il sensazionalismo mediatico e popolare (in quanti hanno detto e pensato: “un caldo così a Natale non c’è mai stato”!), può essere l’ondata fredda dei giorni scorsi: domenica ha nevicato sui rilievi Aspromontani e Peloritani a partire dagli 800 metri di quota e le temperature minime sono scese fino a +8°C con massime bloccate a +11/+12°C.
In pochi giorni abbiamo avuto un aumento termico di dieci gradi e anche questo, pur essendo stato ampiamente previsto, può aver alimentato lo stupore di questa situazione meteorologica certamente estrema e particolare.
Ma le anomalie, in meteoclimatologia e in tutto ciò che ha a che fare con il fantastico e imprevedibile mondo della natura, sono assolutamente relative e cambiano con il passare del tempo.
Bisogna infine sottolineare che al nord Italia da ormai due/tre giorni è assolutamente terminata l’ondata di gelo che ha provocato tanti danni e disagi. Le temperature sono aumentate sensibilmente anche in pianura Padana, dove il Natale è stato piovoso con temperature anche qui miti (+14°C a Bologna, +13°C a Torino, +10°C a Venezia, +8°C a Milano) e massime comunque superiori allo zero.
Per non parlare del centro: +20°C a Roma, +18°C a Napoli e Firenze, addirittura +24°C a Pescara e +22°C ad Ancona (anche qui non si tratta di record! Sono temperature miti dovute al forte vento di caduta dall’Appennino, il ’garbino’, che in passato nel mese di dicembre ha fatto schizzare la temperatura sulla costa del medio Adriatico fino a +30°C non poche volte).
Chiariti certi aspetti sulla situazione meteorologica di questo Natale, possiamo adesso passare alle previsioni del tempo per i prossimi giorni specificando subito che ormai questo caldo ha le ore contate e che la situazione cambierà drasticamente nella giornata di domenica.
Infatti il giorno di Santo Stefano, sabato 26 dicembre, sarà l’ultimo caratterizzato da temperature così miti ed elevate.
La situazione sarà molto simile, se non identica, a quella degli ultimi due giorni: cielo “sporco” da nubi di vario tipo, innocue dal punto di vista precipitativo (non pioverà) con temperature stazionarie, 5-6 gradi superiori alle medie del periodo.
La situazione si capovolgerà completamente nella giornata di domenica 27 dicembre: l’arrivo di un fronte freddo da nord/ovest determinerà, in mattinata, l’impetuoso alzarsi di un violento maestrale che arriverà a soffiare, nel pomeriggio/sera, fino a 70km/h di raffiche.
Le temperature crolleranno scendendo, in serata, fino a +11/+12°C e i contrasti termici alimenteranno fenomeni sparsi di maltempo con piogge estese e qualche temporale.
Le precipitazioni saranno nevose sui rilievi: inizialmente solo alle alte quote ma poi, via via, nel corso del pomeriggio/sera con il calo termico, la ’dama bianca’ scenderà fino ai 1.300 metri di altitudine.
Le piogge saranno concentrate in modo particolare nel versante tirrenico dello Stretto.
Farà poi ancora fresco, con tempo variabile (cielo molto nuvoloso con qualche piovasco) nel corso di lunedì 28 dicembre.
Gli ultimissimi giorni dell’anno, tra martedì 29 e giovedì 31, saranno miti e stabili: torneremo ad assaporare i “ritornelli primaverili” di queste ore, con temperature massime superiori ai +20°C e, inoltre, anche un sole più deciso e convinto.
Il nuovo capovolgimento arriverà nella Notte di San Silvestro e poi nella giornata di Capodanno, venerdì 1 gennaio 2010, quando le temperature crolleranno velocemente con il ritorno delle piogge e del forte vento settentrionale.
Chi sta organizzando Veglioni e Festeggiamenti all’aperto dovrebbe ripensarci e preferire di mettersi al riparo dagli agenti meteorologici, che proprio a cavallo tra 2009 e 2010 non saranno clementi. Come a voler sugellare nelle ultimissime ore dell’anno, un 2009 da record sotto l’aspetto pluviometrico nello Stretto di Messina, e purtroppo anche tragico per i fenomeni violenti come l’alluvione del primo ottobre del Messinese Jonico.
Nel grafico a corredo dell’articolo notiamo proprio questo tipo di altalena termica da qui alle prime ore dell’anno nuovo: continua alternanza tra notevoli richiami caldi e altrettanto significative sbuffate fredde settentrionali (la linea in rosso è quella con le temperature medie del periodo).
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