“Da giorni stiamo seguendo delle situazioni meteorologiche che non promettono nulla di buono”. Lo riferisce all’ADNKRONOS il colonnello Paolo Ernani, meteoclimatologo, che spiega: “Se verra’ confermata la trasmigrazione verso nord di un imponente campo di alta pressione sulle regioni subpolari groenlandesi, l’Europa settentrionale, quella centrale e l’Italia si troveranno sotto il tiro di intense correnti settentrionali molto fredde, che saranno responsabili di una diffusa e marcata diminuzione delle temperature su livelli quasi invernali. A motivo di cio’, gli ultimi dieci giorni di novembre potrebbero essere ricordati come tra i piu’ freddi rispetto alle precedenti 20/25 decadi di novembre”. “Due saranno i periodi di maggior criticita’ del maltempo – informa il colonnello – Il primo dovrebbe verificarsi nei giorni che vanno dal 21 al 24 novembre, quando si assistera’ a un calo molto forte delle temperature, con le minime intorno ai 5/6 gradi sotto zero, specie al nord, nelle zone interne del centro e lungo la fascia adriatica. Si verificheranno – aggiunge – anche tormente di neve su rilievi alpini e prealpini (su queste cime il termometro potra’ probabilmente toccare punte di meno 28/30 gradi) a quote molto basse intorno ai 400-600 metri; mentre lungo la dorsale appenninica, le tormente di neve si avranno a livelli un po’ piu’ elevati, intorno ai 700/900 metri”. “Dopo un breve miglioramento – prosegue l’esperto – tra il 25 e parte del 26 del mese, seguira’ l’alto periodo di maltempo. Meno intenso del precedente, dovrebbe verificarsi tra il 27 e il 28 novembre. Nei periodi sopracitati, i fenomeni interesseranno prima le regioni del nord e quelle del tirreno centrale, e poi in sequenza il centro e per ultimo il sud (soprattutto la Puglia, la Calabria e la Sicilia). Vi e’ la possibilita’ che la neve possa imbiancare anche le zone pianeggianti del nord e quelle del versante adriatico. Infine – conclude il colonnello Ernani – nelle freddissime notti, non si possono escludere estese formazioni di stratificazioni ghiacciate, specie nelle zone piu’ direttamente esposte a nord”. (Adnkronos)




