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    Memorie – La Calabria nell’opera dell’abate di Saint-Non e del diarista Denon

    Di Anna Foti – “Il nostro scirocco si sosteneva sempre assai fresco, e lasciammo infine dietro noi questa terribile e minacciosa parte delle isole di Lipari. Dal lato della Calabria, intravedemmo Gioia, nel fondo del golfo al quale dona il nome, e che è situata in un paese più unito e meno selvaggio; Nicotera e il Capo Vaticano cominciavano a discoprirsi, e ci parve che i siti e i dettagli potevano essere interessanti: ma al tramontare del sole, il vento venne a calare ed a cadere così assolutamente che fummo obbligati di fare a remi sette miglia che ancora ci restavano a percorrere”. (Dominique Vivant Denon – 1747-1825)

    Prosegue anche il viaggio di Memorie tra le pagine di intellettuali stranieri che dopo avere scoperto la Calabria non hanno esitato a dedicare attenzioni, talento ed energie per raccontarla o ritrarla, come ha fatto l’umanista francese Jean-Claude Richard (1727 – 1791), abate di Saint-Non, nel suo “Voyage Pittoresque ou Description des Royaumes de Naples et de Sicile”.

    Destinato alla vita religiosa, la sua opposizione alla costituzione apostolica di condanna del Giansenismo e dell’eresia (bolla Unigenitus) gli costò l’esilio nella città della Francia centrale Poitiers. Un suo ritratto, opera dell’amico Jean-Honorè Fragonard, arricchisce il museo del Louvre. L’incisore, disegnatore, archeologo francese iniziò a viaggiare nel 1759: Inghilterra, Olanda, Belgio e Italia, dove ritornò nel 1761, le sue mete.

    La sua opera più importante e monumentale fu dedicata all’Italia e reca il titolo di Voyage pittoresque ou Description des Royaumes de Naples et de Sicile. La sua anima rimase infatti rapita dalla Magna Grecia e, in particolar modo, dalla Calabria e dalla Sicilia, ragione per la quale per questa sua opera imponente si avvalse del diario di viaggio paesaggistico, architettonico e archeologico di Claude Louis Chatelet (1753-1794), Louis Jean Desprez (1742-1804) e Jean Augustin Renard (1744-1807) e della narrazione dello scrittore e incisore Dominique Vivant Denon. Costui, precursore della Museologia e della Storia dell’Arte, fu direttore generale del museo centrale della Repubblica, poi museo Napoleone e poi museo del Louvre, dove nel Padiglione Denon, di cui curò l’allestimento, sono ancora oggi conservati reperti archeologici prelevati a Pompei. A Napoli, infatti, nel 1782 fu Segretario d’ambasciata e poi incaricato d’affari presso la corte di Ferdinando IV di Borbone e Maria carsolina D’Asburgo – Lorena, assistendo cosi’ ai primi scavi nell’antica area ad oggi tra le migliori testimonianze dell’epoca romana e tra le città di allora meglio conservate.  Nel 1778 Denon con la spedizione di intellettuali, da Corigliano, Sibari, Melissa, Strongoli, Rocca Imperiale, Roseto Capo Spulico, Crotone, Capo Colonna, si spinse fino a Catanzaro, Squillace e infine, lungo la costa Jonica, nella Calabria Ulteriore, fino a Roccella, Gerace, Locri, Reggio. Il meridione d’Italia, dunque fu miniera di ispirazione tale che al ritorno l’abate di Saint-Non raccolse 284 Tavole, 411 Incisioni, 5 Fleuros, 15 Vignette, 96 Culs de lampe, 6 Carte pieghevoli, una Pianta, 14 Tavole numismatiche e il diario de Denon. Li intreccio’ nei cinque volumi del Voyage pittoresque ou Description des Royaumes de Naples et de Sicile, valorizzando la dimensione pittoresca della narrazione e rivitalizzando l’illustrazione, attraverso la riproduzione degli schizzi, dei disegni e degli acquarelli eseguiti dagli illustratori con la tecnica dell’incisione all’acquatinta. Ad oggi il ’viaggio pittoresco’ dell’abate di Saint-Non è tra i piu’ importanti libri del 1700.