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    Memorie – Filippo Aliquò Taverriti, le parole, le storie e la Storia della Calabria

    Di Anna Foti – Tra i lessicografi italiani che hanno dato un prezioso contributo all’affascinante arte linguistica delle redazione di dizionari, attraverso lo studio dei vocaboli o dei lemmi (citazione di parole deputate per convenzione a rappresentare tutte le forme di variazioni morfologiche e sintattiche, cosiddette flessioni), vi è il reggino Filippo Aliquò Taverriti (Reggio Calabria, 19 luglio 1902 – Reggio Calabria, 29 marzo 1976), anche giornalista, storico, saggista di cui quest’anno ricorre il quarantesimo dalla morte. Autore a quattro mani con il padre Luigi Aliquò Lenzi (Reggio Calabria 1875 – 1944)* della seconda edizione del dizionario bio-bibliografico degli scrittori calabresi e di numerose pubblicazioni di stampo storico tra cui quella sul terremoto del 1908 e la monografia sul contributo dei calabresi all’impresa garibaldina. Tra gli anni 1955 e 1958 aggiorna la pubblicazione de “Gli scrittori calabresi” scritta dal padre (Messina 1913). Eredita dal padre Luigi, giornalista, scrittore e bibliotecario, incaricato nel 1914 del recupero e della riorganizzazione del materiale della biblioteca comunale reggina distrutta nel terremoto del 1908 che diresse fino al 1920, la sua passione per la storia e la cultura calabrese e comincia fin da giovane la sua attività di scrittura giornalistica; appena ventenne collabora con il Corriere di Calabria di Orazio Cipriani e all’età di trentacinque anni dirige il mensile reggino Agricoltura e Commercio (prosecuzione del periodico L’agricoltura calabrese fondato nel 1936). E’ corrispondente dalla Calabria per Il Messaggero e, nel

    secondo dopoguerra, diviene condirettore con Filippo Rizzo del quotidiano La Voce di Calabria. Fino agli anni Novanta viene pubblicato il settimanale “Corriere di Reggio” da lui fondato nel 1953. Intensa è anche la sua attività politica; è tra i fondatori Democrazia Cristiana in Calabria.
    Tra i lessicografi italiani più noti anche il calabrese Luigi Accattatis (Cosenza 1838 – Bianchi 1916), pure storico, da giovanissimo socio dell’Accademia Cosentina di cui fu anche presidente nel 1884, collaboratore di numerosi periodici (L’era nuova, Il Gravina, Il Crati, Il Contadino calabrese), autore delle “Biografie degli Uomini Illustri Calabresi” (1869 e completata nel 1877), del Vocabolario Calabrese (1895-1898) e, sulla rivista Cronaca dì Calabria, del volume “Campanella poeta. Studio sul Canzoniere di fra Tommaso Campanella” (1908).
    Preside del ginnasio di Scigliano, dove nel 1879 fondò un’Accademia scientifico-letteraria e stabilì una tipografia; fu fondatore nel 1882 del giornale “L’Eco del Savuto”.

    Pubblicazioni di Filippo Aliquò Taverriti (da Wikipedia)
    Filippo Aliquò Taverriti, Luigi Aliquò Lenzi, Reggio Calabria, Tipografia Fata Morgana, 1945.
    Luigi Aliquò Lenzi e Filippo Aliquò Taverriti, Gli scrittori calabresi: dizionario bio-bibliografico, Reggio Calabria, Ed. Corriere di Reggio, 1955-58, 4 voll. (II ed.).

    Filippo Aliquò Taverriti, Reggio 1908-1958: le celebrazioni nel cinquantenario del terremoto del 28 dicembre, 2 voll., Reggio Calabria, Ed. Corriere di Reggio, 1958-59.
    Filippo Aliquò Taverriti, La Calabria per l’Unità d’Italia: nel primo centenario dell’impresa garibaldina, Reggio Calabria , Ed. Corriere di Reggio, 1960.
    Filippo Aliquò Taverriti, Reggio 1908: sulle rovine dopo la catastrofe, il miracolo d’una città risorta, Reggio Calabria, Ed. Corriere di Reggio, 1986 (II ed.)
    Pubblicazioni su Filippo Aliquò Taverriti[modifica | modifica wikitesto] AAVV., Filippo Aliquò Taverriti: testimonianze ad un anno dalla morte, Reggio Calabria, Ed. Corriere di Reggio, 1977
    Giuseppe Reale, Filippo Aliquò Taverriti: studioso e scrittore di Calabria (conferenza tenuta il 29 marzo 1979 al Club Modigliani), Reggio Calabria, Ed. Corriere di Reggio, 1979

    *Nel 1928 da antifascista venne allontanato dalla biblioteca, alla quale donò tutti i suoi libri, e dalla stessa fu richiamato verso la fine del 1930. Vi prestò servizio fino alla morte avvenuta nel 1944. Fondatore del periodico della Biblioteca, “Bibliografia calabra”, pubblicato solo per poco tempo e avviò attorno alla biblioteca una serie di incontri e conferenze, animando così la vita culturale della città di Reggio Calabria. Di lui ebbe a scrivere l’intellettuale e scrittore di Bovalino, Mario La Cava: “(…) esperto e cortese bibliotecario, il dotto, acuto e vivace, il primo interprete del poeta greco di Reggio, Ibico (…)”.