di Anna Foti – Parte da Catanzaro per poi approdare alla sua Vibo Valentia, facendo tappa a Reggio Calabria, Cosenza e Crotone, il viaggio di Biagio Cutrì, calligrafo per passione, autore di appunti scritti a mano e di illustrazioni che attraversano la nostra terra, fermandone la bellezza e la ricchezza della storia. Una bellezza che traspira già da quelle parole anche loro espressione di un’arte, quella calligrafica sempre più dimenticata ma invece ancora pregna di fascino e suggestione. Stampato da Rubbettino nel 2015, donato interamente all’Avis Calabria di cui Biagio Cutrì è storico socio e donatore, il volume intitolato “Calabria. Appunti di un viaggiatore”, la cui pubblicazione è stata curata da Francesco Broso, è stata presentata lo scorso mese di dicembre presso la sede dell’Avis Calabria, località Profeta nel territorio comunale di Caraffa in provincia di Catanzaro, dall’ex dirigente scolastico Giuseppe Vitaliano. “Tre ‘A’ costituiscono la mia ispirazione – ha spiegato Biagio Cutri’ in quella occasione – e sono l’Arte, l’Avis e gli Affetti. Questo volume, che ho donato interamente all’Associazione volontari italiani del sangue, documenta alcuni viaggi compiuti alla scoperta della nostra regione, bella in ogni suo angolo”.
Una passione d’altri tempi quella di Biagio Cutrì, per altro insignito nel 2015, con gli altri storici donatori calabresi Enzo Romeo, Mimmo Nisticò e Anna Marcella Iazzolino, della benemerenza della Fiods (Federazione internazionale delle organizzazioni di donatori). Egli parola dopo parola, pagina dopo pagina, racconta la Calabria vista dagli occhi di un calabrese che ha inteso conoscerla a fondo e che di questo viaggio, divenuto poi anche affascinante e impegnativa esperienza calligrafica, ha fatto dono all’Avis e, per il suo tramite, ai lettori.
Il volume si apre con una poesia dedicata alla Calabria, della quale lo stesso viaggiatore – calligrafo Biagio Cutri delinea anche una storia breve. Quindi il viaggio nelle cinque provincie presentate al lettore attraverso l’indicazione dell’etimologia del loro nome, la definizione della posizione geografica, la descrizione delle peculiarità dei singoli territori, raccontati come scrigni di colori, suoni e odori. Dai tessuti e dalle ricamatrici di Tiriolo alla storia secolare del pino Loricato e al prestigio del pittore Mattia Preti di Taverna, dagli studi del filosofo Telesio alla storia del patrono della Calabria San Francesco da Paola per tratteggiare l’importanza rispettivamente di Catanzaro e Cosenza. Affidate alle illustrazioni, anch’esse realizzate a mano da Biagio Cutrì, le tracce di antichità di rilievo artistico e architettonico oltre che storico, tra cui il castello di Roseto Capo Spulico, l’isola di Dino al largo di Praia a Mare la chiesa di San Marco di Rossano, di Cosenza e la basilica di Santa Maria e il castello medievale di Squillace di Catanzaro. Trionfano poi la colonna del tempio di Hera nell’omonima località nel crotonese, la suggestione de Le Castella e uno scorcio di Santa Severina che diede i natali a papa Zaccaria. Incastonate in queste pagine le storie del celebre atleta della Magna Grecia Milone e dell’astronomo Alcmeone. Il viaggio calligrafico di Biagio Cutrì volge alla conclusione passando da Reggio Calabria, seguendo le orme dei Bronzi di Riace, dello scrittore Corrado Alvaro, del filosofo teologo Tommaso Campanella originario di Stilo di cui Biagio Cutrì disegna la cattedrale e il castello unitamente al borgo di Pentedattilo e al castello di Roccella Jonica. Ultima tappa del viaggio è la città del calligrafo, Vibo Valentia, di cui con la sua penna esalta il santuario di Santa Maria dell’Isola di Tropea, i costumi di Fabrizia, la certosa di Serra San Bruno, lo stabilimento siderurgico di Mongiana, la storia del patriota Michele Morelli e dello scrittore Pasquale Galluppi.
La pubblicazione si chiude una poliedrica appendice con i sette vizi capitali interpretati dalla credenza popolare condensatasi nei secoli in detti e proverbi, con una profonda immersione nella molteplicità linguistica che anima da sempre la Calabria e con un colorito richiamo alle leggende, al folklore e ai sapori calabresi scanditi dagli aromi del peperoncino, della ‘nduja, del bergamotto, della cipolla di Tropea.
Un volume che non ha la pretesa di raccontare tutta la Calabria, troppo ricca per un solo libro, ma che certamente traccia, grazie al prestigio della calligrafia e delle illustrazioni di Biagio Cutrì, un orizzonte volto al passato, ad una memoria prestigiosa e tutta da riscoprire, senza la quale alcun presente avrà radici per un futuro.






