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Memorie – Sciascia, il maestro siciliano che scrisse allo scrittore calabrese La Cava

18 Novembre 2015
in Memorie, RUBRICHE
Tempo di lettura: 3 minuti
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Memorie – Sciascia, il maestro siciliano che scrisse allo scrittore calabrese La Cava

di Anna Foti –  “Incredibile è l’Italia: e bisogna andare in Sicilia per constatare quanto è incredibile l’Italia”. Dalla periferia in cui è nato, che non ha mai rinnegato e di cui ha scritto criticando ogni auto commiserevole provincialismo anche letterario, Leonardo Sciascia fu anche autore di romanzi tra cui quello celebre intitolato “Il giorno della civetta” (Einaudi 1961) divenuto poi, come molti altri suoi romanzi, un film diretto da Damiano Damiani. Intellettuale siciliano, eclettico, militante del partito radicale, egli fu deputato (eletto dopo la candidatura da indipendente nel partito comunista) e componente di diverse commissioni parlamentari tra cui, negli anni Ottanta, quelle di inchiesta sulla stragi di via Fani per il delitto Moro e sulla mafia.
Da una periferia ad un’altra, quella calabrese, nel carteggio scandito da oltre 360 lettere che lo hanno legato a lungo allo scrittore di Bovalino Mario La Cava, più grande di lui di quasi tredici anni. Con lui approfondì la sua amicizia tramite un ricco epistolario lungo quarant’anni fatto di lettere e pensieri, letteratura e vita.  Leonardo dalla sua Racalmuto scrisse per primo a Mario a Bovalino per apprezzare la sua opera. E da lì fu un crescendo. L’intenso scambio epistolare dipanatosi tra il 1951 e il 1988, anno in cui La Cava scrisse l’ultima lettera,  è stato pubblicato con i caratteri della Rubbettino qualche anno fa con il titolo  “Lettere dal centro del mondo”, curato da Milly Curcio e Luigi Tassoni.  Un titolo che racchiude lo spirito dei due scrittori in un Sud in cui già il malaffare proliferava, un Sud nel quale entrambi restarono per scrivere, denunciare, impegnarsi, amare la terra di origine e lottare per essa.
Animo profetico, nato a Racalmuto in provincia di Agrigento (allora Girgenti) nel gennaio del 1921, Sciascia morì a Palermo nel novembre del 1989 lasciando in eredità romanzi, racconti, sceneggiature, poesie e, tra i tanti, quell’articolo anch’esso profetico pubblicato sul Corriere della Sera nel gennaio del 1987 sull’antimafia di professione.  «Coloro che hanno corta memoria o/e lunga malafede e che appartengono prevalentemente a quella specie (molto diffusa in Italia) di persone dedite all’eroismo che non costa nulla e che i milanesi, dopo le cinque giornate, denominarono “eroi della sesta”». Sciascia esordì nella sua stesura con due autocitazione di cui una tratta dall’altro celebre romanzo “A ciascuno il suo” (Einaudi 1966) anch’esso divenuto l’anno dopo un film per la regia di Elio Petri nel: «Ma il fatto è, mio caro amico, che l’Italia è un così felice Paese che quando si cominciano a combattere le mafie vernacole vuol dire che già se ne è stabilita una in lingua… Ho visto qualcosa di simile quarant’anni fa: ed è vero che un fatto, nella grande e nella piccola storia, se si ripete ha carattere di farsa, mentre nel primo verificarsi è tragedia; ma io sono ugualmente inquieto».
Apprezzato da Italo Calvino, recensito da Pier Paolo Pasolini, Sciascia intellettuale arguto raccontò la mafia dei suoi tempi e, restando in Sicilia, si dedicò con passione all’insegnamento nelle scuole elementari. Per il maestro di Racalmuto, fondamentale fu il periodo intenso e lungo vissuto a Caltanissetta fin da adolescente. Qui si sposò ed ebbe le sue due figlie Laura e Anna Maria.
La sua opera è ancora oggi ispirazione di studi e approfondimenti soprattutto grazie all’associazione “Amici di Leonardo Sciascia”  fondata nel 1993. Inoltre dal 1998 è attivo il Leonardo Sciascia Web, diretto da Valter Vecellio (www.amicisciascia.it). Qui è possibile  consultare La memoria di carta, la bibliografia più completa e aggiornata sulle opere dello scrittore siciliano.
Opere Fonte Wikipedia
Romanzi
•    Il giorno della civetta (1961)
•    Il consiglio d’Egitto (1963)
•    A ciascuno il suo (1966)
•    Il contesto (1971)
•    Todo modo (1974)
•    La scomparsa di Majorana (1975)
•    Candido, ovvero un sogno fatto in Sicilia (1977)
•    La sentenza memorabile (1982)
•    Porte aperte (1987)
•    Il cavaliere e la morte (1988)
•    Una storia semplice (1989)
Racconti
•    Gli zii di Sicilia (1958) – raccolta di tre racconti
•    L’antimonio (1961)
•    Santo Marino. Con 10 riproduzioni (1963) – raccolta di racconti
•    Morte dell’Inquisitore (1964)
•    Racconti siciliani (1966) – raccolta di racconti
•    Atti relativi alla morte di Raymond Roussel (1971) – raccolta di racconti
•    Il mare color del vino (1973) – raccolta di racconti
•    La sentenza memorabile (1982)
•    Cronachette (1985)
•    Per un ritratto dello scrittore da giovane (1985)
•    La strega e il capitano (1986)
•    1912 più 1 (1987)
Saggi
•    Pirandello e il pirandellismo (1953)
•    Le parrocchie di Regalpetra (1955)
•    Pirandello e la Sicilia (1961)
•    L’ordine delle somiglianze (1967)
•    La corda pazza. Scrittori e cose della Sicilia (1970)
•    I Pugnalatori (1976)
•    L’affaire Moro (1978)
•    Dalle parti degli infedeli (1979)
•    Nero su nero (1979)
•    Il teatro della memoria (1981)
•    Cruciverba (1983)
•    Occhio di capra (1984)
•    Ore di Spagna (1988)
•    Alfabeto pirandelliano (1989)
•    Fatti diversi di storia letteraria e civile (1989)
•    A futura memoria (se la memoria ha un futuro) (1989)
Raccolte di poesie
•    Favole della dittatura (1950)
•    La Sicilia, il suo cuore (1952)
•    Il fiore della poesia romanesca. Belli, Pascarella, Trilussa, Dell’Arco (1952)
Testi teatrali
•    L’onorevole (1965)
•    Recitazione della controversia liparitana dedicata ad A.D. (1969)
Sceneggiature
•    La smania addosso, regia di Marcello Andrei (1963)
•    Bronte – Cronaca di un massacro che i libri di storia non hanno raccontato, regia di Florestano Vancini (1972)
•    La singolare avventura di Francesco Maria, episodio televisivo diretto da Enzo Muzii (1983)

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