di Anna Foti – Era un mercoledì di ottobre quando la parte più estrema della Calabria cominciò ad essere colpita da un’ondata di maltempo intensa. Era il 21 ottobre 1953 quando la pioggia cominciò con parsimonia a venire giù, prima di divenire abbondante al punto da far segnare a Reggio Calabria i livelli più alti alla fiumara Valanidi. Nubifragi e alluvioni interessarono il reggino ed anche il catanzarese e il cosentino, con punte di precipitazioni che il giorno dopo arrivarono a Badolato all’altezza di 362,1 mm e a Stilo aquella di 315.2mm. Un maltempo che imperversò per una settimana. Destavano allarme i corsi d’acqua ingrossati, i torrenti straripati, le esondazioni, i danni che le piene causavano ai centri abitati.
Un centinaio di dispersi. Case sommerse, frane, isolamento elettrico e telefonico, distruzione. Cinque mila case e migliaia di profughi. Ripercussioni sulla situazione idrogeologica, ad oggi ancora più precaria. Insomma, un bollettino di guerra dichiarata dalle prime piogge di stagione.
Solo tre anni prima (sempre nel mese di ottobre) la Calabria, con la Sicilia e la Sardegna meno colpite, era stata travolta da un’altra imponente ondata di maltempo. Anche allora i danni furono ingenti. Settanta persone persero la vita durante in tre giorni di pioggia incessante.
In quattro giorni caddero, su 67 comuni, 1770 mm di pioggia; 1700 abitazioni crollate, 455 sfollati, con effetti particolarmente dannosi a Nardodipace, Africo, Canolo, Careri e Platì. In particolare le zone di Africo e Casalnuovo vennero evacuate e le popolazioni trasferite nelle scuole elementari di Bova e poi a Gambarie. Nella contrada Lazzaretto di Condera di Reggio Calabria vennero allestite delle baracche di legno che resistettero fino ai primi anni ’60, quando la popolazione fece ritorno nel nuovo centro abitato, individuato nel comune di Bianco, con il nome di Africo Nuovo, appunto. Scelta non appoggiata da tutti per alcune perplessità sul futuro delle terre e sulla presenza in loco di risorse sufficienti.
Non solo storia del secolo scorso. Questo maltempo caratterizza sempre più spesso le porte dell’autunno, come attestano le condizioni meteo di queste settimane; nelle sue dimensioni distruttive non ha risparmiato vittime anche in tempi più recenti. E’ un maltempo che si è mostrato distruttivo ed insidioso, nello stesso periodo, anche nel 2010.





