di Anna Foti – Tra i 556 deputati dell’assemblea costituente eletti il 2 giugno del 1946 nella circoscrizione allestita a Catanzaro anche per le province di Cosenza e Reggio Calabria – elezioni contestuali al referendum istituzionale che trasformò l’Italia in una Repubblica – vi furono diversi calabresi e tra questi anche il cosentino Pietro Mancini e il reggino Domenico Tripepi.
Nato a Malito nel luglio del 1876, Mancini, avvocato ed insegnante, primo deputato socialista della Calabria, durante il regime fascista visse in libertà vigilata e poi persino in carcere e al confino a Nuoro e Formia. Ministro senza portafoglio del secondo governo Badoglio e ministro del Lavoro del governo Bonomi, dopo la Liberazione fu prefetto di Cosenza, dove ai primi del Novecento era anche stato consigliere comunale, e nel 1946 fu eletto tra le fila del gruppo socialista tra i padri costituenti. Nel 1948 fu tra i senatori di diritto e nel 1964 giudice costituzionale aggiunto.
Nelle fila dell’Unione democratica Nazionale fu eletto per contribuire a scrivere la Costituzione anche il reggino Domenico Tripepi (1889 – 1962), avvocato, deputato del Regno d’Italia. Dopo essere stato deputato dell’assemblea costituente, divenne senatore e si iscrisse al gruppo liberale, candidandosi poi con successo ancora al Senato, per il partito nazionale monarchico.





