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Memorie – Goethe e il suo arcano legame con la Calabria

20 Maggio 2015
in Memorie, RUBRICHE
Tempo di lettura: 3 minuti
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Memorie – Goethe e il suo arcano legame con la Calabria

di Anna Foti – Il più grande scrittore in lingua tedesca, Johann Wolfgang von Goethe, al centro dell’immagine che con cui è stato promosso il XXVIII salone internazionale del libro appena conclusosi e che quest’anno ha avuto come paese d’onore proprio la Germania. Si tratta della celebre tela di Wihelm Tischbein che ritrae l’autore del maestoso “Faust” e de “Le affinità elettive”, nel 1787, sulla via Appia. Famoso è infatti il viaggio che lo scrittore, poeta e drammaturgo, condusse proprio in Italia e specie a Roma dove soggiornò a lungo e in due periodi diversi. Una tappa, il nostro Belpaese, ricorrente nella formazione culturale di grandi scrittori stranieri. In particolare l’ispiratore della Weltliteratur  (letteratura mondiale), appassionato di calligrafia e lingue  classiche e straniere, abile nella scherma e nell’equitazione, avviato all’arte del pianoforte, studioso di filosofia, umanesimo e scienze, di medicina e alchimia, nonostante gli studi giuridici imposti dal padre, sparse tracce di sè in Germania e in Europa da Wetzlar (dove ambientò “Dolore del giovane Werther”) a Salisburgo, da a Cracovia a Strasburgo. Goethe condusse il celebre viaggio in Italia tra il settembre del 1786 e il 18 giugno 1788; un  cammino durato poco più di un anno e nove mesi.  Le sue tracce sono, dunque, significative, anche in Italia e nel Sud di essa. Nel febbraio del 1787 la sua esplorazione del Meridione inizia da Napoli e, secondo il tragitto ufficiale, da lì stesso avrebbe raggiunto via mare la Sicilia. Palermo, Agrigento e Catania (il comune di Zafferana Etnea in occasione della celebre manifestazione dell’Ottobrata nel 2013 ha dedicato spazio alla memoria di questa permanenza con la mostra “I luoghi della Sicilia di Goethe” a cura della ceramista Carmen Cutuli e del fotografo Ignazio Lo Russo), furono le sue tappe nell’isola prima di ritornare a Napoli verso giugno dello stesso anno, soggiornare nuovamente e Roma, risalire l’Italia e oltrepassare il confine per fare ritorno in Germania, a Weimar dove sarebbe morto nel 1832.
Eppure alcune fonti sostengono che in due disegni avrebbe cittadinanza la testimonianza di un passaggio di Goethe anche in Calabria. In particolare due dei 1500 schizzi a matita che tracciò ispirato dai paesaggi italiani, ritraggono lo Stromboli e l’Etna con lo Stretto, ammirabili in quella prospettiva solo dalle terrazze di Tropea. Si suppone che durante il viaggio verso Palermo da Napoli, una sosta nel porto di Tropea, possa essersi reso necessario per le condizioni del mare. Ma ci sarebbero tracce di un’attenzione del genio tedesco al Meridione già al momento di decidere di viaggiare verso l’Italia alla scoperta delle vestigia antiche, di una bellezza arcana che coniuga fascino e mistero, distruzione e rinascita. Il luogo dei luoghi, da dove tutto passa, come leggenda e storia testimoniano essere accaduto nello Stretto di Messina.
Lo studioso Domenico Rotundo viene in soccorso di questa tesi evidenziando in un suo articolo (http://www.tropeamagazine.it/antoniojerocades/domenicorotundo/index.html), come Goethe si sia legato al destino di questa terra prima nel momento in cui essa fu devastata dal sisma del febbraio del 1783. Evento catastrofico che il genio tedesco avrebbe in qualche modo previsto nel momento in cui accadeva. Lo testimonia l’amico Eckermann che nei suoi <<Colloqui con Goethe>> riferisce:<<Lo studio della natura era già allora il suo campo preferito. Una volta suonò nel cuore della notte; e quando io entrai nella sua camera vidi che egli aveva spinto il suo letto fin sotto la finestra e giaceva osservando il cielo. “Non hai tu visto niente in cielo?” mi chiese; e quando io dissi di no: “Corri al campo di guardia e chiedi alla guardia se non ha veduto nulla”. Io corsi, ma la sentinella non aveva veduto nulla. Tornai a riferirlo al mio padrone, il quale giaceva sempre guardando solenne; e “in questo istante c’è stato o sta per esserci un terremoto”, E volle che mi sedessi sul letto vicino a lui e mi dimostrò per quali segni avesse intuito ciò>>. Ciò accadde nel febbraio del 1783.
Pare che poche settimane dopo si sia diffusa la notizia del terribile sisma in Calabria e a Messina. Dopo poco più di due anni, ecco il suo viaggio verso l’Italia e il suo Meridione.

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