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    Memorie – Teano, la filosofa di Crotone

    di Anna Foti – La filosofia è anche donna nell’antica Grecia, che in Calabria ebbe radici importanti. Un nome su tutti quello di Teano, traslitterato in Theanò, da Kroton, donna sapiente e virtuosa, simbolo della famiglia, secondo autorevoli fonti moglie, secondo altre figlia, di Pitagora. Esemplare allieva, tra le ventotto, che seguivano la sua scuola fondata a Crotone intorno al 530 a.C..
    Trasferitosi lì dopo aver combattuto per la libertà ed essersi sottratto alla tirannide di Policrate di Samo, Pitagora da esule raggiunse la colonia greca di Kroton al tempo della sconfitta dei Locresi nella battaglia della Sagra, presso il fiume Torbido, a Marina di Gioiosa Jonica, al confine tra le città di Locri e Kaulon. Nella culla della Magna Grecia, nell’antica Crotone, fondò una scuola di pensiero, presidio di un intenso fermento politico e culturale. La presenza femminile in questa scuola denota ancora oggi la sua modernità e la lungimiranza del pensiero pitagorico. Di questo vi è pregnante traccia nell’essenza del suo insegnamento rappresentato dai suoi “Versi Aurei”.
    Le scuole fino ad allora negavano alle donne il diritto all’iniziazione. Pitagora, invece, aprì loro la strada per la celebrazione dei misteri e per la pratica della vita iniziatica.
    E’ tempo di sapere che anche la figura femminile di Teano, la più attiva, ma anche quelle di Myia, Melissa, Perictione e Phyntis, ebbero un ruolo importante ed essenziale in questa scuola come nella Magna Grecia. Di Teano abbiamo notizie anche da alcune biografie di Pitagora scritte da Diogene Laerzio, Porfirio, Giamblico e Anonimo Porziano.
    Filosofa, cosmologa, matematica, astronoma, studiosa di fisiologia ed eccellente guaritrice, Theano dotata di forte personalità e viva intelligenza, emblema di conoscenza e rigore, scrisse un corpus di nove lettere, di cui tre sono oggi ritenute autentiche e le altre con ogni probabilità sono pseudoepigrafiche, ossia attribuite a lei ma stese da altre tra cui  Perictione (“Sulla saggezza”, “Sulla virtù della donna”) e Phyntis (“Sull’armonia della donna”).
    In una di quelle autentiche ella esplicita cosa sia il numero, ossia mezzo e non fine per comprendere il cosmo: “Ho sentito dire che un gran numero di Greci credeva che Pitagora avesse detto che tutto nasceva dal numero. Ma questa affermazione ci lascia dubbiosi, in che modo è possibile che cose che non sono generino. Egli ha detto non che tutto nasceva dal Numero, ma tutto era stato formato conformemente al Numero, poiché nel Numero risiede l’ordine essenziale, attraverso la comunicazione di questo ordine anche quelle cose che non possono essere numerate sono collocate come prime, seconde, così via” (tratto da “Theano nella scuola italica” a cura della sr. R. G. M. dell’Or. di Crotone). Dei suoi scritti sopravvivono frammenti di alcune opere: “Sulla pietà”, “Sulla Virtù”, “Su Pitagora”.
    L’opera della scuola pitagorica fondata a Crotone segnò anche la storia antica reggina tra il VI ed il V secolo a.C.. Al tempo di Anassila essa si poneva come rivoluzionaria, anche per la rilevanza della figura femminile. Accanto alla figura poliedrica di Pitagora, senza la quale oggi la matematica, la musica, la storia antica non sarebbero quelle che sono e che solo lontano dalla patria, la Grecia, ed in terra di Magna Grecia riuscì ad esprimersi, vi erano anche quella di Teano e quelle delle altre donne della scuola. Questo rese grande e importante il contributo della scuola anche e soprattutto nella Rhegion antica.