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Memorie – Il cielo blu di Rino Gaetano, cantastorie calabrese

20 Giugno 2012
in Memorie
Tempo di lettura: 3 minuti
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rinogaetano

di Anna Foti – Raccontare è ancora un valore e raccontare sul filo di note e musica conferisce a questo valore una dimensione particolarmente capace di far vibrare le corde dell’animo e

di resistere all’incedere del tempo.
Non si sono infatti esaurite in quei concerti degli anni Settanta, l’ironia e la denuncia di un Sud Italia che si ribella, proprie delle canzoni di Rino Gaetano, all’anagrafe Salvatore Antonio Gaetano, indimenticato cantastorie calabrese, originario di Crotone, drammaticamente scomparso in un incidente stradale sulla Nomentana a Roma nel giugno del 1981.
Visse a Roma dall’età di dieci anni, quando per motivi di lavoro tutta la sua famiglia lasciò la Calabria. Il prossimo 29 ottobre  avrebbe compiuto 62 anni e magari ancora si mostrerebbe al suo pubblico con quel cilindro in testa, con quell’aria scanzonata, con le sue storie di ribellione infarcite di ironia se quell’incidente, trentuno anni fa, nel mezzo del suo cammino, non avesse spezzato la sua vita. 
Un talento calabrese indimenticato in tutto il paese, le cui contraddizioni lui ha cantato con leggerezza, intelligenza, acume ironico. A trent’anni dalla scomparsa di Rino Gaetano proprio il 2 giugno dello scorso anno in Piazza Sempione a Roma, la Rino Gaetano Band, guidata da Marco Morandi e dal nipote Alessandro, lo ha ricordato con ospiti d’eccezione tra cui Sergio Cammeriere, Roberta Carrieri e i Tetes De Bois.
Un omaggio alla grande eredità artistica che ha lasciato.
Dopo le cover di Beatles e Rolling Stones, sulle orme di Francesco De Gregori e Antonello Venditti, Rino mosse i primi passi nel mondo artistico che da lì a breve avrebbe calcato lasciando un segno ancora oggi vivo e intramontabile.  Mentre musicava qualche testo di Marcello Casco, scriveva le prime canzoni, cercava contatti con i discografici ed assieme ad uno dei suoi amici più cari, Antonio Salezzari, si recava alla RCA.  Arriva presto, così, il primo contratto discografico ma con la IT ed è un ricordo della nonna Marianna, cui era profondamente legato, a rappresentare la prima storia che diventa il suo primo brano ‘ I love you Marianna’sotto lo pseudonimo di Kammammuri.
Molto apprezzato dal pubblico, ancora oggi canticchiata, ‘Ma il cielo è sempre più blu’, 45 giri uscito nel 1975, un anno dopo il suo primo album ‘Ingresso libero’, e seguito all’incontro con Nicola di Bari, tra i più popolari e amati cantanti italiani. 
Presto Rino avrebbe calcato anche il palcoscenico della kermesse della canzone italiana più prestigiosa, il Festival di Sanremo dove, dopo il ballottaggio con il brano ‘Nunterreggae più’, canta invece la celebre e popolare ‘Gianna’.  E’ il 1978 e Rino Gaetano arriva terzo dopo Matia Bazar e Anna Oxa.
Artista estremamente poliedrico, nello stesso anno conduce un programma radiofonico, intitolato Canzone d’Autore e nel 1981 recita nel Pinocchio di Carmelo Bene a Roma nel ruolo della volpe.
Tante le canzoni divenute il manifesto di un’epoca, quella degli ideali integri, non contaminati dal progresso industriale del tempo e non invaghiti di quel benessere del boom economico che oggi lascia in eredità lacerazioni profonde, grandi ingiustizie sociali, cocenti disillusioni.
Invece rimangono intatti quello spirito e quell’atmosfera di autodeterminazione di un’intera generazione che non sfugge al tempo che corre ed al progresso che incalza, ma lo vive, lo attraversa, lo sfida con la forza dei sogni di Anna e Nicola, raccontati dallo scrittore calabrese Carmine Abate nel romanzo ‘Gli anni veloci’ edito da Mondadori nel 2008. Pagine in cui vengono riproposte le atmosfere delle canzoni di Rino. 
“Mio fratello è figlio unico”, “E io ci sto“, “Berta filava“, ‘’La ballata di Renzo’’ e tante altre così Rino Gaetano, come dice sua sorella Anna, oggi come ieri avrebbe cantato, “camuffando la denuncia sociale nei suoi testi” per continuare a restare in Calabria, cantandola così

Chi è assunto alla Zecca, chi ha fatto cilecca
chi ha crisi interiori, chi scava nei cuori
chi legge la mano, chi regna sovrano
chi suda, chi lotta, chi mangia una volta
chi gli manca la casa, chi vive da solo
chi prende assai poco, chi gioca col fuoco
chi vive in Calabria, chi vive d’amore
chi ha fatto la guerra, chi prende i sessanta
chi arriva agli ottanta, chi muore al lavoro
na na na na na na na na na
Ma il cielo è sempre più blu uh uh, uh uh,
ma il cielo è sempre più blu uh uh, uh uh,
ma il cielo è sempre più blu (…..)

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