Riceviamo e pubblichiamo – Quando ho indossato le mie prime scarpette di danza, avevo solo nove anni. Sono entrata in una grande sala con tanti specchi, dove un’insegnante che ancora oggi mi guida, mi ha mostrato i primi passi di danza. Non era la prima volta che mi esprimevo attraverso il movimento, ma era la prima volta che lo facevo in una scuola di danza; e questo era più emozionante.
Vincere, sentire i forti applausi, vedere gioire le compagne per te, intravedere l’emozione di chi ti ama, tutto questo ti fa toccare il cielo con un dito, ti fa sentire dopo tanta fatica, leggera come una farfalla. Talento, tenacia, determinazione, disciplina e costanza, sono tutte quelle qualità che una ballerina deve avere.
Sembra esser passato tanto tempo da quando ho partecipato al mio primo concorso, tutti mi chiamavano Esmeralda! Ricordo ancora la delusione quando il presentatore scorrendo le premiazioni ancora non aveva fatto il mio nome; solo alla fine ho sentito “Premio speciale al solista” Chiara Vitrioli. Immaginate la mia gioia!
E ancora come dimenticare al MAD a Roma, la conquista della “Medaglia al Talento”.
Io come tutte le ballerine ho imparato negli anni a gestire e controllare la tensione, quando si sale su un palcoscenico, quando si attende un risultato di una audizione o di un concorso. Come quando ho dovuto attendere più di un mese per sapere come fosse andata l’audizione per scegliere la protagonista del musical “Alice nel Paese delle meraviglie” nel progetto Leggere per … ballare, promosso dal MIUR, dalla FNASD e dalla Fondazione Nazionale della Danza, con la regia di Arturo Cannistrà e la coordinazione artistica di Domenico Crea. Essere al centro di uno spettacolo e doversi coordinare con tanti ballerini, molti dei quali visti solo durante le prove, non è poi stato molto difficile, perché io amo ballare. Vedere tutte quelle persone che ti guardano ti fa sentire felice, tanto da superare tutte le fatiche.
Inizialmente era un gioco, un passatempo, un modo per stare insieme ad altre amiche, mi divertivo ad indossare le punte e il tutù, ma con il trascorrere degli anni la mia passione è cresciuta e la danza mi fa sempre sognare.
In ogni saggio, in ogni concorso, è come se tutto fosse magico.
Anche quest’anno partecipando al XXIV CONCORSO NAZIONALE DI DANZA “MARIA TAGLIONI” Città di Crotone per la categoria Juniores, i risultati ottenuti sono stati più che soddisfacenti e dopo la scuola potrò migliorarmi partecipando agli stage del Mad di Roma, alle lezioni dell’Opus ballet a Firenze e al Campus di Sestriere. Continuare a studiare, l’attesa dietro le quinte nei minuti che precedono l’esibizione, le gambe che ti tremano, il cuore che batte forte, il pensiero di non deludere me stessa, la mia insegnante, la mia famiglia e chi mi sta guardando, tutto questo è fatica. Più gli anni passano e più diventa impegnativo. Bolle, sangue, dolore, non importa, si stringono i denti e si continua a danzare. Ce la fa chi come me, ci mette amore e passione.
Due primi posti per Chiara Vitrioli al XXIV CONCORSO NAZIONALE DI DANZA “MARIA TAGLIONI” Città di Crotone.
La mia passione più grande …. la danza.
Vincere, sentire i forti applausi, vedere gioire le compagne per te, intravedere l’emozione di chi ti ama, tutto questo ti fa toccare il cielo con un dito, ti fa sentire dopo tanta fatica, leggera come una farfalla. Talento, tenacia, determinazione, disciplina e costanza, sono tutte quelle qualità che una ballerina deve avere.
Sembra esser passato tanto tempo da quando ho partecipato al mio primo concorso, tutti mi chiamavano Esmeralda!
Io come tutte le ballerine ho imparato negli anni a gestire e controllare la tensione, quando si sale su un palcoscenico, quando si attende un risultato di una audizione o di un concorso. Come quando ho dovuto attendere più di un mese per sapere come fosse andata l’audizione per scegliere la protagonista del musical “Alice nel Paese delle meraviglie” nel progetto Leggere per … ballare, promosso dal MIUR, dalla FNASD e dalla Fondazione Nazionale della Danza, con la regia di Arturo Cannistrà e la coordinazione artistica di Domenico Crea.
Essere al centro di uno spettacolo e doversi coordinare con tanti ballerini, molti dei quali visti solo durante le prove, non è poi stato molto difficile, perché io amo ballare. Vedere tutte quelle persone che ti guardano ti fa sentire felice, tanto da superare tutte le fatiche. In ogni saggio, in ogni concorso, è come se tutto fosse magico.
Inizialmente era un gioco, un passatempo, un modo per stare insieme ad altre amiche, mi divertivo ad indossare le punte e il tutù, ma con il trascorrere degli anni è diventato sempre più impegnativo.
Anche quest’anno partecipando al XXIV CONCORSO NAZIONALE DI DANZA “MARIA TAGLIONI” Città di Crotone per la categoria Juniores, i risultati ottenuti sono stati più che soddisfacenti e dopo la scuola potrò migliorarmi partecipando agli stage del Mad di Roma, alle lezioni dell’Opus ballet a Firenze e al Your Dance Festival di Sestriere dove potrò confrontarmi con ballerini di tutto il mondo.
Continuare a studiare, l’attesa dietro le quinte nei minuti che precedono l’esibizione, le gambe che ti tremano, il cuore che batte forte, il pensiero di non deludere me stessa, la mia insegnante, la mia famiglia e chi mi sta guardando, tutto questo è fatica.
Ce la fa chi come me, ci mette amore e passione.






