Riceviamo e pubblichiamo – “Quali risultati porterà a casa la classe dirigente locale e nazionale del PD per l’Aeroporto di Reggio Calabria ? Ernesto Carbone, il deputato calabrese (Cosenza) eletto in Lombardia (uomo di fiducia di Renzi) in tempi non sospetti (fine agosto 2015) dichiarò: “Quanto agli aeroporti, non ci sono dubbi: tutti gli sforzi devono essere indirizzati verso il potenziamento dello scalo di Lamezia Terme. Per quanto mi riguarda Crotone e Reggio Calabria dovrebbero essere chiusi, così come andrebbe messo da parte ogni progetto di realizzazione di nuove strutture a Scalea o nella Sibaritide“. Il passaggio successivo della “lungimiranza” dei rappresentanti istituzionali PD (Sindaco Falcomatà, Presidente Oliverio e tutta la deputazione reggina) fu l’avallo al Decreto Aeroporti che di fatto ha riservato all’Aeroporto dello Stretto lo status di interesse nazionale e non invece strategico. Peso politico specifico (catanzarese-cosentino) ed interessi personali hanno così messo una seria ipoteca sull’Aeroporto e sulle prospettive di crescita della città di Reggio. Insomma tutti appassionatamente uniti nel PD per soffocare e svendere il ns. scalo aeroportuale fondamentale per qualsiasi Piano strategico della mobilità e dei trasporti e per qualsiasi intervento connesso allo sviluppo di Reggio città turistica.
Il mutismo di due anni e mezzo sull’argomento (con la parentesi della veglia degli ultimi quindici giorni) del sindaco Falcomatà, il comportamento dei parlamentari e consiglieri regionali reggini del PD hanno fatto il resto, perché di fatto hanno servito gli interessi di Catanzaro non di Reggio. Se Renzi, il 14 agosto dell’anno scorso, durante un incontro alla Prefettura reggina, dichiarò che per l’Aeroporto dello Stretto aveva in serbo una strategia di rilancio con il Decreto Sblocca Italia (salvo poi dimenticare nel provvedimento l’infrastruttura reggina, virando i finanziamenti su altre realtà ed escludendo sostanzialmente la Calabria dai programmi di sviluppo e dal sistema delle grandi opere), dai nostri parlamentari e consiglieri regionali PD nessuna richiesta inoltrata con forza e determinazione in questi anni di governo per la classificazione dell’Aeroporto dello Stretto da nazionale a strategico. Né lo status, contemplato dalla normativa nazionale ENAC, di continuità territoriale (sull’esempio della Sardegna) con gli oneri di servizio pubblico destinate alle zone disagiate dal punto di vista trasportistico.
I risultati sono storia di questi giorni.
Il PD non ha fatto gli interessi di Reggio, il 21 gennaio ? O sarà la svolta per cui sono stati eletti, o sarà la conferma della retrocessione della Città a vantaggio dell’asse PD politico-affaristico-locale (con proiezioni nazionali) targato Catanzaro-Lamezia-Cosenza“.
F. D’Amato





