Riceviamo e pubblichiamo nota del presidente provinciale dell’Unpli Filippo Capellupo, sulla cancellazione del volo Alitalia della mattina. Decisione che penalizza ulteriormente il territorio in fatto di collegamenti.
Agli sforzi di Sacal, per potenziare lo scalo di Lamezia Terme e renderlo competitivo sul mercato, non corrisponde analogo sforzo da quella che era, e ci chiediamo se ancora lo è, la compagnia di bandiera, Alitalia, che in pratica non ritiene una grossa fetta della Calabria, quella che usufruisce dell’aeroporto di Lamezia, non abbastanza appetibile per il suo mercato. La cancellazione di alcuni voli infatti non è una mera questione di orari, ( in particolare quello delle 8,00 ) , risolvibile con altre soluzioni di viaggio, altre compagnie aeree o treni, è una questione di peso che si vuole dare ad un territorio in una concezione più ampia di valorizzazione e di opportunità da offrire in un’ottica di sviluppo complessivo di quella parte di Sud che continua ad essere mortificato.
Le valutazioni di opportunità o di necessità rispetto all’ipotesi di realizzazione del Ponte sullo Stretto, l’accelerazione dei tempi per portare a termine i lavori sulla Salerno Reggio Calabria e gli sforzi manageriali di Sacal per rendere lo scalo lametino appetibile ad altre compagnie, risultano vani o meglio vanificati, dalla cecità di chi elimina possibilità di collegamento continui.
Si pensi a chi è costretto, dovendo magari raggiungere la capitale nelle prime ore della giornata, a lasciare i luoghi di residenza prima dell’alba per essere in tempo allo scalo, oppure, peggio, sarà costretto a partire il giorno prima affrontando costi di vitto e alloggio che altrimenti potrebbero essere evitati.
Ciò che non è chiaro è se queste decisioni passino sulla testa di una politica che parla di turismo solo due mesi all’anno, o se qualcuno sia stato consapevole di ciò e abbia osservato inerme al compiersi di un atto che al momento appare unilaterale.
Un atto le cui conseguenze penalizzano come sempre la cittadinanza che di questi servizi dovrebbe fruire e le cui esigenze non possono essere come sempre sacrificate sull’altare di interessi ben diversi da quelli collettivi.





