Riceviamo e pubblichiamo – “È imbarazzante leggere una risposta del genere ad un articolo che invece invoglia i giovani a non sprecare il loro futuro. Reggio non vuole essere aiutata, non vuole essere cambiata, Reggio sta bene così com’è, nella sua becera ignoranza. Ignoranza e cecità. Le menti sprecate nel sud Italia hanno il diritto di andarsene, perché la vita è una, e, mi dispiace dirlo, ma non si lotta per una patria che rinnega i propri figli. Non si spreca una vita, come tanti purtroppo hanno fatto, per una città che, dopo tanti sacrifici, ti manda via a calci in culo. Che non riconosce il tuo talento. Che non ti dà i giusti meriti. Che non ti gratifica.
A questo punto, troppo facile rimanere nelle vostre quattro mura protetti da mammà e papà e puntare il dito a chi invece ha le palle per ricominciare altrove. Di costruirsi un futuro degno di essere chiamato tale, senza trovarsi a 50 anni con un sacco di “U caffè è pavatu” ma un misero stipendio che non ti permette neanche di mangiare.
Abbiamo il diritto ad avere una vita dignitosa.
E a dimostrazione di una città che nella collettività non ti accoglie e non ti ama, l’ennesimo cittadino reggino ci fa capire quanto odio ed astio ci sia nella nostra terra attraverso un’inutile e sterile polemica, pur riferendosi ad un tema toccante e delicato come quello dei giovani che abbandonano la loro famiglia.
E se l’intenzione è di invogliarci a rimanere, nessuno di noi ne avrà mai voglia se continuate a trattarci come ‘dei tumori, peggio della mafia’, solo perché scappiamo da ciò che voi avete creato“.
Emilia Mallamaci





