”E’ mancato improvvisamente Pino Dattola, allievo prediletto del grande Pietro Panuccio, e suo degno successore all’Ospedale “Tiberio Evoli” di Melito Porto Salvo, dove è stato Primario chirurgo fino a qualche anno fa.
E’ accaduto con la velocità di un lampo, quella stessa che a lui serviva per prendere decisioni importanti di fronte a casi difficili. Stavolta, però, quella velocità, che era stata sua fedele alleata nella lotta per la vita che quotidianamente ingaggiava per salvare i suoi pazienti, gli è stata implacabile nemica. E, paradosso dei paradossi, a tradirlo è stato il cuore, quello stesso cuore con cui si rapportava ai suoi pazienti.
Pino Dattola sapeva unire all’indiscussa abilità chirurgica che gli era propria, un’altrettanto indiscutibile umanità. La sua apertura agli altri era autentica, non di maniera: egli non era, né voleva essere, diplomatico. Era diretto, a volte, anche un po’rude, ma la sua era la “ruvidità” delle persone schiette, prive di sovrastrutture e di velature ipocrite. Aveva il raro dono della sincerità. E un senso profondo dell’amicizia. Per gli amici era più che amico, era fratello. Aveva un rispetto quasi sacrale dell’amicizia. E un culto profondo per i suoi affetti familiari: per la moglie, a cui lo legava fin dalla giovinezza un amore forte, le figlie, amatissime, e l’ancor più amato nipotino, che porta il suo nome e la sua impronta.
Il cordoglio ha investito l’intera area grecanica, e non solo. Pino Dattola, infatti, è stato una colonna non solo per la sua famiglia e per i suoi amici, ma anche per l’intero ospedale melitese in cui per decenni ha continuato egregiamente, e con passione, l’opera del suo illustre Maestro. Operava in modo tradizionale, ma in quella tipologia operatoria era imbattibile. Riusciva a rimanere in sala operatoria anche per otto – nove ore, instancabile, soprattutto se si trattava di salvare una vita umana. Un vero combattente, a cui tanti devono il dono dell’esistenza”.
Zina Crocè




