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    FdI-AN: Tribunale Rossano- Lettera aperta ai deputati Calabresi

    “Non servono le rassicurazioni del sig. Sindaco per sperare nella riapertura del Tribunale di Rossano, nè tantomeno il risveglio del Sen. Gasparri, sicuramente su sollecitazione di qualcuno. Alla vigilia di un consiglio dei ministri durante il quale si è varato il pacchetto giustizia, abbiamo chiesto certezze. Ci auguravamo che il Min. Orlando, attivista del movimento “sei da salvare” quando rivestiva le vesti di semplice deputato, portasse in quella sede il decreto correttivo per evitare la chiusura definitiva del tribunale.
    Proprio su questo argomento, abbiamo fatto un’interrogazione al ministro rimasta ancora senza risposta. Non stiamo parlando di una sede qualsiasi, ma di un vero e proprio presidio di legalità in una zona a forte infiltrazione mafiosa. Il tribunale aveva  tutti i requisiti per proseguire la sua attività. Oggi, i parlamentari Calabresi  devono fare pressione sul Premier, così come giustamente hanno fatto a tutela del bacino degli Lsu e Lpu portando a casa un ottimo risultato, affinché la sede di Rossano venga riaperta. In assenza di queste pressioni, tutti gli interessamenti, costituiscono solo momenti di propaganda, piuttosto volgare. E’ inammissibile che ad una interrogazione parlamentare inoltrata con richiesta di risposta scritta in data 7 agosto 2014 dal capogruppo di FDI-AN On. Fabio Rampelli, a distanza di un anno non abbia avuto riscontro alcuno, al contrario potremmo affermare che è stata ignorata completamente.

    Per due lunghi anni abbiamo assistito a promesse e raccomandazioni da parte di politici di ogni schieramento, anche da parte vostra direttamente, però, nulla di concreto è stato mai fatto. L’interessamento giusto della vicenda degli Lsu-Lpu è la dimostrazione che quando c’è la volontà ci si adopera per trovare la soluzione al problema. Ora attendiamo che nella prima occasione utile si ponga la fiducia al Governo su un emendamento che preveda la riapertura del Tribunale di Rossano. Qualora ciò non dovesse arrivare risulta chiaro ed evidente la scarsa considerazione che si ha di questo territorio o meglio la volontà che c’è nella classe politica di continuare a mortificare il territorio dello jonio cosentino, terra fiorente che forse preoccupa le sorti di qualche altra realtà.