In una terra, flagellata dalla ” malasanità” voglio parlare della ” buona sanità, della “Sana Sanità, fatta di uomini che, con sacrificio ogni giorno salvano migliaia di vite umane; ed è proprio uno di questi uomini che io e la mia famiglia vogliamo pubblicamente ringraziare: il Dr Pietro Volpe, chirurgo vascolare dell’ospedale Riuniti di Reggio Calabria.
Era il 26 Ottobre 2014 quando mio padre, viene improvvisamente colpito da un aneurisma addominale mentre pesca, a pochi metri dalla riva. Immediata la corsa al pronto soccorso di Locri. Dopo aver accertato la gravità della situazione, mio padre viene trasportato con urgenza all’ospedale riuniti di Reggio Calabria dove ad attenderlo c’era il dr Pietro Volpe, il quale fu subito chiaro con noi: “la situazione è grave, il paziente ha una dilatazione dell’aorta di 13 cm, quasi quanto la testa di un bambino… il tasso di mortalità in questi casi è altissimo”. Lunga ed estenuante fu l’attesa davanti alla porta della sala operatoria. Dopo ore di intervento il dr Volpe esce vittorioso. Mio padre era salvo ma doveva subire un altro intervento per inserire una protesi alla Aorta che gli avrebbe permesso di continuare una vita normale. I giorni passavano lenti, all’ospedale, e noi tutti attendevamo l’arrivo di questa protesi…
Il 29 Ottobre, mio padre ha un nuovo aneurisma addominale deve essere operato d’urgenza e la protesi ancora non era arrivata. Il dr Volpe e la sua equipe, scende nuovamente in campo e decide che non si poteva più aspettare!!! Si doveva operare!!! Mio padre viene portato in sala operatoria e durante la preparazione per l’intervento si guasta un macchinario, ma il Dr Volpe non si perde d’animo e va avanti: fa spostare mio padre in un ambulatorio e procede. Provvidenziale, in quel momento, fu l’arrivo della protesi e ancora una volta tra mille difficoltà burocratiche, opera mio padre e inserisce la protesi. Anche questa volta ce l’ha fatta, anche questa volta l’ha salvato. ” L’intervento è perfettamente riuscito ” disse con il suo modo di fare umile e garbato
Se non ci fosse stato il dr Volpe non starei qui a scrivere questa lettera.
Voglio dire pubblicamente e, a nome di tutta la famiglia Murdaca ” GRAZIE DR PIETRO VOLPE”!!!! grazie, perché lei non solo ha salvato un uomo, ma ha salvato un marito, un padre e un nonno. Mio padre ha tre passioni: i nipotini, la pesca e l’agricoltura e oggi, grazie a lei, può continuare a godersi tutto questo. L’ospedale Riuniti di Reggio Calabria deve essere fiero e orgoglioso di avere al suo interno un uomo come lei. Continui a lavorare con passione e non abbandoni mai questa terra perché le persone, i malati, hanno bisogno di uomini come lei. INFINITAMENTE GRAZIE
Le figlie: Emanuela e Roberta Murdaca





