Demenziale dismettere l’attività del Centro oncologico, ritenuto da tutti polo di eccellenza sanitaria. Un disastro per il territorio e per i degenti, costretti a rivolgersi ad altre strutture, spesso individuate fuori dalla regione. Una tragedia destinata a incrementare i processi di emigrazione oncologica che tanto danno arrecano all’economia del bilancio regionale.
Le dismissioni delle attività della “Campanella” decretano soprattutto la sconfitta delle politiche pubbliche sanitarie, dimostratasi fino ad oggi incapace o impotente ad individuare soluzioni robuste, in grado di risanare e potenziare i servizi erogati in favore dei cittadini bisognosi di cure e assistenza.
Procedere al licenziamento del personale altamente specializzato, ricco di esperienza e conoscenza nello specifico campo di intervento, significa impoverire e immiserire di risorse umane e professionali un comparto che ha già duramente pagato un duro prezzo alle politiche di austerity messe in atto dai governi, ad ogni livello.
Danni innumerevoli che si andranno a ripercuotere, inoltre, sul tirocinio e sulla formazione del futuro personale sanitario e degli studenti in medicina e nelle professioni sanitarie. Studenti, dottorandi e specializzandi, ancora una volta siamo a fianco della Fondazione Campanella e dei suoi dipendenti.
Eugenio Garofalo




