“Sono – si legge in una lettera – un dipendente della Regione Calabria, inquadrato nei ruoli della Giunta Regionale. Ho letto le vivaci proteste di consiglieri regionali, politici e sindacalisti sulla proposta di legge numero 4/10^ di iniziativa dei consiglieri Greco, D’Acri, Pasqua, D’Agostino recante: “Misure per il contenimento della spesa regionale” , approvata dal Consiglio Regionale nella seduta del 7 gennaio scorso, che reintroduce il ruolo unico regionale. Sono rimasto sconcertato da tutto questo allarmismo (persino del Sindaco di Reggio Falcomatà) ritenendo la legge una semplice norma di buon senso, che, oltre a razionalizzare la spesa, cancella 24 anni di discriminazioni tra i dipendenti della Giunta e quelli del Consiglio. La separazione dei ruoli, fu introdotta con la Legge Regionale 2 maggio 1991, n. 5. Dal 1970 fino ad allora il ruolo era unico per tutti i dipendenti regionali, senza che vi fossero pericoli di “svuotamento del Consiglio Regionale” o si paventasse “ uno scippo nei confronti di Reggio” come denunciano alcuni consiglieri regionali del centrodestra. L’unico risultato è stato quello di realizzare norme più vantaggiose ai dipendenti del Consiglio, discriminando quelli della Giunta. Senza voler entrare nel merito, voglio solo ricordare che prima della modifica del titolo V della Costituzione, le funzioni di controllo del Commissario di Governo riguardanti il personale erano esercitate solo su sugli atti della G. R., mentre quelli del Consiglio né erano esenti. Ciò ha introdotto discriminazioni di trattamento, dato che norme di “miglior favore” al personale approvate dall’Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale non erano soggette ad alcun controllo, mentre le stesse norme approvate dalla G. R. cadevano sotto i colpi della mannaia del Commissario di Governo. Inoltre la sussistenza di bilanci separati, ha consentito al Consiglio l’elargizione al proprio personale di emolumenti relativi al cosiddetto “salario accessorio” ben maggiori di quelli percepiti dal personale della G. R. La reintroduzione del ruolo unico non cancellerà, purtroppo, queste discriminazioni, ma certamente né impedirà di future, eliminando questa “dorata” separazione, dove per poterne far parte, era necessario avere qualche “santo in paradiso.
Un plauso, quindi ai promotori della legge ed al Presidente Oliverio, con la speranza che questo sia il primo degli atti per riformare, preferibilmente senza inutili e dannosi accentramenti, una struttura burocratica regionale ormai al collasso”.
Giuseppe Lombardo
Reggio Calabria





