Riceviamo e pubblichiamo – Conobbi il magistrato, dott. Pasquale Ippolito, nella metà degli anni 70, per motivi professionali, legati alla mia attività di sindacalista della UIL Scuola . Ne riportai un immagine positiva e non ipotizzavo che tra pochi anni sarei diventato amico di famiglia ,per via della mia partecipazione alla FNISM( Federazione Nazionale Insegnanti , associazione di docenti fondata da Salvemini e Kirner nel 1901 nella quale militava anche la moglie, Natina per gli amici, divenuta successivamente Vice Presidente Nazionale ).
Purtroppo,non pensavo neanche di trovarmi in presenza di una famiglia sfortunata, al punto da venire privata ,a distanza di pochi anni ,dei due figli maggiorenni, Marco e Alberto, per i quali è stato istituito un premio internazionale, giunto quest’anno alla dodicesima edizione. Il dott. Ippolito ne era il Presidente e quest’anno, per motivi di salute, non ha presenziato alla manifestazione di consegna al Teatro Cilea.
Quando la conduttrice della serata annunzio l’assenza del giudice, dalla platea si levò un lungo e caloroso applauso a testimoniare la stima che godeva non solo tra i locali, ma anche tra gli ospiti , dirigenti, docenti e studenti, provenienti da Polonia, Romania, Bulgaria,Germania, Grecia, Spagna, Repubblica Ceca, Svezia,Canadà, Moldavia,Francia. New Jersy.
Il Premio prevedeva due serate, in allegria, una presso un noto locale cittadino e l’altra a casa Ippolito. Erano quelli i momenti in cui il giudice offriva la sua parte migliore fatta di gioiosità, allegria, finissimo umorismo. In una serata a Jambol ,in Bulgaria , mentre i giovani si davano alle danze, Lui, si alzò dal tavolo e come una lepre e con agilità insospettata, si mise a ballare un samba, che avrebbe meravigliato anche un suo coetaneo brasiliano.
Nelle scelte del Premio spettava a Lui l’ultima parola,non solo come Presidente, ma come figura di equilibrio tra le diverse ipotesi.Io ero l’addetto stampa oltre che responsabile della sezione fotografia e con piacere avevo ricevuto i suoi complimenti per alcuni servizi e per la mostra fotografica che si teneva nei locali dello stesso Teatro Cilea.
Nel corso delle esequie ho ritrovato un vecchio amico di gioventù, il dott.Nuccio Festa, già direttore dell’Ufficio del tesoro di Reggio, che così lo ricorda: “L’ho incontrato come Presidente della Commissione Tributaria Regionale nel 1993 e serbo di Lui un carissimo ricordo,legato alla equità , equilibrio e linearità delle scelte che ha sempre praticato. Perdiamo non solo un valente magistrato, ma anche un modello inimitabile di stile e cortesia “.
Ciao Giudice, mancherà principalmente alla sua Natina ad Alessia e a suo genero Antonio ,ma ne avvertiremo anche noi la mancanza , non solo per la sua grande cultura extragiuridica, ma anche per l’amore che ci univa verso la Reggina , pur essendo Lei di origini Siciliane .Anche la chiesa perde un credente ed un praticante.
Franco Cleopadre




