della figlia, a causa dei postumi di una broncopolmonite, pur mantenendo fino all’ultimo istante la sua proverbiale lucidità.
E’ proprio quella sua incredibile lucidità che i reggini ricordano: gli bastava chiedere il cognome ad una qualunque persona, che subito riusciva a ricostruire l’albero genealogico della famiglia.
Ma viene ricordato anche per la sua folta barba bianca, per la quale gli è stato attribuito l’appellativo di “Babbo Natale”.
Diceva di essere nato nel 1902, avrebbe avuto quindi 111 anni e non 93 come indica il manifesto funebre e come indicano i dati anagrafici. Egli stesso raccontava che, dopo un’alluvione, sono andati perduti i documenti attestanti la sua nascita ed erroneamente gli hanno attribuito i dati di un suo omonimo. Per tutti coloro che lo conoscevano è verosimile che avesse l’età che diceva di avere.
Nel giorno del cordoglio per la morte di Nelson Mandela, nel Santuario di Reggio Modena, viene dato l’estremo saluto a Paolo, nella sua terra, come egli stesso aveva chiesto come ultimo desiderio. In sordina, con tutta l’umiltà che lo ha sempre distinto e con la nostalgia della sua figura, dolce e fragile ma anche allegra ed irriverente. Addio Paolo, con te scompare un altro pezzo di vita reggina.
Franco Cara




