
Riceviamo e pubblichiamo – Queste sono alcune immagini che mostrano lo stato in cui versa la scuola comunale per l’infanzia S.Gregorio. L’ingresso principale della scuola è stato chiuso per
la pericolosità della passerella che porta all’interno. Tale passerella comunica col cortile sottostante della scuola, cortile dove giocano i bambini e che come si vede dalle immagini è pieno di calcinacci buttati giù dalla multiservizi perché si staccavano dal tetto. Oltre a questo però la multiservizi non può fare altro poiché il comune di Reggio Calabria non ha soldi per intervenire su un problema della massima importanza, che non avrebbe neanche dovuto verificarsi, in quanto la sicurezza nelle scuole dovrebbe essere al centro delle priorità di ogni comune. In questo caso come in tanti altri però i cari politici reggini se ne infischiano della sicurezza dei nostri figli, costringendo i bambini ad entrare da un ingresso secondario lontano da quello principale, a bagnarsi sotto la pioggia, a giocare in un ambiente pericoloso, con l’acqua che si infiltra dai tetti ed entra dentro le classi, e con un’infinità d problemi logistici. Molte mamme hanno ritirato i loro figli per questa situazione, nonostante il gran numero di iscrizioni legato alla crisi attuale, che non permette alle famiglie di poter accedere alle scuole private. Come dar loro torto con tutte le tragedie alle quali le cronache in questi anni ci hanno abituato. Beh, allora mettiamo tutti a conoscenza della situazione proprio perché domani nessuno possa dire non sapevamo, non eravamo a conoscenza. Perche i cari signori, ne sono eccome a conoscenza, ma dato che la cosa non tocca i loro di figli, continuano a giocare su questioni di tale importanza con la classica scusa ormai adottata per tutte le situazioni”Non ci sono soldi”. Ebbene quando si tratta di bambini,quando si tratta dei nostri figli i soldi lì tirassero fuori, altrimenti vadano a chiederli a coloro che li hanno rubati e che continuano a mangiarla questa terra!
Cosi come i cari assessori anziché mettersi in mostra nelle tv o altre sedi che facessero ciò per il quale sono strapagati.









