
Riceviamo e pubblichiamo – Gentile Direttore,
in riferimento alla nota diffusa dal dott. Giovanni Minniti, liquidatore della Multiserivizi SpA Società in liquidazione,
pubblicata da questa Redazione e relativa alla conferenza stampa sul tema “Ad un anno dallo scioglimento del Consiglio Comunale di Reggio Calabria” promossa da RNT lo scorso 9 ottobre, essendo stato citato, ritengo opportune, se la sua cortesia me lo consente, alcune precisazioni di carattere personale, che non riguardano dunque la posizione del Movimento che resta quella espressa in conferenza stampa.
Premesso che è pacifico che nel “rapporto sinallagmatico” in questione il fornitore del servizio era, e continua ad essere, la Multiservizi, mentre il cliente era, e continua ad essere, il dissestato e decotto (così lo definiva nel 2012 la Corte dei Conti) Comune di Reggio Calabria, andiamo subito al nocciolo della questione: lo scioglimento del Comune per contiguità con la ndrangheta.
Questo era l’oggetto infatti della conferenza stampa e di questo abbiamo trattato.
Lungi da me – almeno in quella circostanza – fare valutazioni di carattere economico sull’efficienza e l’efficacia dei servizi prestati al Comune di Reggio dalle società miste (si è parlato anche della Leonia). Tornerò, comunque, sull’argomento, data la sua stretta attualità, anche se la complessità del tema richiederebbe approfondimenti.
L’esempio che ho illustrato in conferenza stampa era – invece – riferito alle cause che hanno condotto a detto scioglimento. Tra cui l’infiltrazione della ‘ndrangheta nelle partecipate – anche attraverso passaggi di quote societarie – appare la più grave.
Il Comune di Reggio ha speso – per anni – ben oltre quanto era possibile per le sue finanze e i principali fornitori, i cui crediti incidono oggi maggiormente sulle asfittiche casse e quindi sulle tasche dei cittadini, non erano occasionali prestatori di servizi, bensì le società miste, fornitori abituali per un intero decennio.
Sarebbe stato normale esercitare un assiduo controllo sulle stesse società miste oltre che attraverso gli organi societari – espressi dal socio di maggioranza – anche attraverso la Prefettura. E invece sino a maggio 2012, di tali controlli, ordinari per chiunque vanti crediti nei confronti di una pubblica amministrazione o volesse semplicemente partecipare ad una gara d’appalto, sembra ci si fosse dimenticati.
Alla luce di quanto emerso dalle indagini della magistratura e dalla relazione che ha condotto allo scioglimento mi chiedo, dunque: a chi giovava il sistema delle partecipate?
Il quesito è relativo al sistema, si badi, non all’efficienza del servizio.
E qui, caro Direttore, si aggiungono le valutazioni di carattere economico che, sommessamente, ma non ritengo “arbitrariamente” vado a ribadire.
Qual è il motivo per cui il costo di servizi, che sino al 2003 incidevano sulle casse dell’amministrazione comunale per importi complessivamente non superiori a 23 milioni di euro – considerando anche il trasporto e i servizi di refezione scolastica, la raccolta dei rifiuti e circa 7 milioni di servizi oggetto successivamente del Contratto di servizi di cui trattasi – da quell’anno in poi aumenta a dismisura?
Non vorrei andare troppo sul tecnicismo, ma perché la spesa di parte corrente nel nostro comune continuava ad aumentare mentre le entrate – quelle effettive -restavano invariate o, addirittura, negli ultimi quattro anni, si riducevano, coperte “arbitrariamente” (in questo l’avverbio ci sta tutto) da residui attivi di difficile, se non impossibile esazione?
Sono quesiti che, chiaramente, RNT non poneva e non pone alla Multiservizi SpA, tanto meno alla Multiservizi SpA Società in liquidazione e al suo liquidatore. Sono quesiti che ponevamo agli amministratori già prima dello scioglimento e che riteniamo abbiano trovato una risposta nel Decreto del Presidente della Repubblica dell’ottobre 2012 che ha disposto lo scioglimento.
Al dott. Minniti vorrei chidere, a questo punto e le sue affermazioni, in base a quali criteri sia stato determinato il contratto di servizi con il Comune. Spero proprio che si sbagli quando afferma che non esistono elementi per poter determinare il valore corrente dei servizi erogati dalla Multiservizi al Comune. Vorrebbe dire che il Comune di Reggio Calabria, socio di maggioranza oltre che unico cliente della Multiservizi, non avrebbe adottato alcuno strumento per controllarne l’economicità della gestione e, prima di stipulare il contratto, definire il relativo prezzo.
Intendeva affermare, probabilmente, che un cittadino come me o come tanti altri non ha adeguati elementi di valutazione. Forse è vero, in materia di trasparenza amministrativa il nostro comune non ha affatto brillato in questi anni, ma, in assenza di dati e comparazioni ufficiali, si può dare sempre un’occhiata a entrate e uscite dei vari anni in oggetto, pubblicati sul sito del Comune, per cercare di capire come siano andate le cose.
Considerato poi che, secondo il dott. Minniti, non risultano in Italia indagini di mercato in proposito (io qualcosina però l’ho letta e posso suggerire una buona bibliografia in proposito), coglierei l’occasione di questo scambio di vedute per promuovere e organizzare insieme ai cittadini di RNT un incontro pubblico dal tema “Costi dei servizi pubblici: modalità di misurazione della relativa efficienza ed efficacia nel nostro comune e (se non proprio nei cosiddetti “comuni virtuosi”) nelle (93) città capoluogo di provincia italiane” in cui, a detta dei giornalisti de “Il Sole 24 ore”, tali servizi funzionano meglio che a Reggio (se può consolare ne abbiamo sotto una decina, c’è di peggio…)
Cordialmente
Dott. Francesco Perrelli, cittadino di Reggio Calabria




