Buongiorno Direttore,
le scrivo per dare sfogo alla mia indignazione, prima come cittadino e poi come operatore sanitario al servizio degli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria. Indignazione che scaturisce dalla consapevolezza dei gravi disagi che la classe infermieristica, ma anche medica di questo ospedale affronta giorno dopo giorno per poter garantire ai nostri cittadini il diritto di essere trattati e curati in maniera quantomeno dignitosa. Purtroppo non sempre ci si riesce ! E sarebbe ora che ne venissero individuate le responsabilità.
I reparti sono sprovvisti di tutto, anche dei semplici presidi di base. Mancano le siringhe, mancano i farmaci, le medicazioni, per non parlare dei presidi specialistici che vengono dispensati con il contagocce e spesso presi in prestito, “all’ultimo minuto”, dalle ditte disponibili ad anticipare il materiale. Ma soprattutto manca la sensibilità, la responsabilità di quei dirigenti preposti al funzionamento della struttura che, ammantati nel loro avvilente cinismo, sembrano rispondere a logiche completamente diverse da quelle per cui queste persone vengono profumatamente retribuite.
I tempi biblici che si registrano nell’ evasione delle richieste di presidi anche se urgenti, la prassi consolidata di dover ripetere le richieste una infinità di volte prima che le stesse vengano prese in considerazione, il fatto che richiedi 10 e , se sei fortunato, ti arriva 1 ( come per dire: per gli altri 9 arrangiati!) , è inevitabile che tutto ciò si rifletta negativamente sulla qualità del servizio erogato, sulla salute dei pazienti e molto spesso sulla migrazione sanitaria .
Ed in tutto questo i vari primari, capi dipartimento, direttori sanitari, sembrano essere ciechi e sordi ma soprattutto muti considerato che nessuno di loro , pur sapendo bene cosa accade nei reparti e nelle sale operatorie, ha mai assunto una seria e credibile posizione che potesse tutelare non solo il lavoro dei tanti operatori che fanno veramente fatica a mandare avanti l’ospedale , ma soprattutto i diritti di chi affida a noi la propria salute.
Grazie Direttore.




