
T: Giovanotto…carta, calamaio e penna, su avanti scriviamo! Dunque hai scritto?
P: Un momento!
T: Comincia, su!
P: Carta, calamaio e penna, la carta…
T: Signorina… Signorina…
P: Dove sta?
T: Chi?
P: La signorina!
T: Quale signorina!?
P: Hai detto signorina?
T: E’ entrata una signorina?
P: E che ne so! Avanti!
T: Animale! Signorina è l’intestazione autonoma, della lettera alla Signorina Ministra! Signorina…
P: Ma è una Signora…
T: Chi?
P: “Ella”, la Signorina
T: La Signorina Ministra è una Signora? Peppino scrivi: Signorina, veniamo noi con questa mia addirvi …veniamo noi con questa mia addirvi…
P: A dirvi
T: Addirvi. Una parola! Addirvi! Che lo scioglimento del Comune…
P: Quale Comune?
T: Di Reggio Calabria…
P: E dove sta?
T: Oh Peppino…dove sta…è sciolto e non si vede! Cretino! È come la nebbia a Milano, quando c’è non si vede… Andiamo avanti: veniamo noi addirvi che questo Comune contiguo…
P: Con chi?
T: Contiguo…
P: Continuo volevi dire?
T: Continua su…
P: No, dicevo “continuo” non “contiguo”
T: Anche continuo, animale scrivi! Che questo Comune sciolto perché contiguo e continuo era giusto che lo scioglievano… Ma, scusate se sono pochi…
P: Che…
T: Scusate se sono pochi, ma oltre trecento milioni di euro di debiti, punto e virgola, a noi ci fanno, specie che quest’anno, una parola, quest’anno che c’è stato una grande moria dei posti di lavoro, come voi ben sapete! Punto! Due punti!! Ma si, fai vedere che abbondiamo. Abbondandis in abbondandum. Questa moneta servono, ma se questa moneta mancano, o ci consolate o c’è dissesto.
P: Un’ insalata di pesto!?
T: Il dissesto!
P: Ah! Avevo capito con l’insalata di pesto.
T: E non mi far perdere il filo, che ce l’ho tutto qui.
T: Vi chiediamo scusa per il dispiacere che avreta…che avreta…che avreta e già, è femmina, è femminile, che avreta avuto leggendo lettere che vi hanno scritto quegli altri, perché…
P: Non so!
T: Che è non so?
P: Perché che cosa?
T: Perché che?? Ooooh!! Perché…dai dispiaceri che avreta avuto perché… è aggettivo qualificativo, no?!
Dicevamo: perché quelli ora dovranno dire ai cittadini, che siamo noi medesimo di persona, perché hanno ridotto la città così e il dissesto gli fa paura…
P: E quindi fa 90…
T: Peppì non ti arenare… Dicevamo: perché’ Reggio è città che va restituita ai cittadini, che deve tornare a essere come prima, cioè normale!
P: Normale?
T: Normale Peppì, nella norma.
P: Cioè con le melanzane?
T: Cretino, una città bella e che funzioni! Punto, punto e virgola, un punto e un punto e virgola.
P: Troppa roba!
T: Lascia fare! Che dicono che noi siamo provinciali, che siamo tirati…giusto ora che stiamo per diventare metropolitani.
P: E che misuriamo?
T: Chi?
P: Col metro…
T: Metropolitani cretino…come Milano…
P: Quindi con la nebbia…
T: No, qua fa caldo e si scioglie
P: Come il Comune?
T: Si, scrivi imbecille. Salutandovi indistintamente, i fratelli Caponi che siamo noi…apri una parente e dici che siamo noi, i fratelli Caponi veri amici di Reggio.
P: Fatto.
T: Hai aperto la parente? Chiudila!
P: Sissignore.
T: Vuoi aggiungere qualcosa?
P: Io, insomma, senza nulla a pretendere, non c’è bisogno.
T: In data odierna?
P: Si, si, si capisce.
Totò e Peppino
(I fratelli Caponi, veri amici di Reggio, che siamo noi medesimi)




