Lettera aperta ai Prefetti di Reggio e Messina
Salve Direttore,
sono un cittadino di Reggio Calabria ed in questo periodo di
scioperi selvaggi, desidero porre pubblicamente una
questione che, a mio avviso, ha una certa rilevanza.
Premetto di essere a favore delle liberalizzazioni, in
quanto motore per nuove opportunità e dinamismo sul
mercato
del lavoro e di risparmi (si spera) per il cittadino dovuti
alla maggior concorrenza. E non discuto le ragioni che hanno
indotto gli autotrasportatori a protestare, anche se debbo
riconoscere che un paese che ha scelto strategicamente e nei
fatti il trasporto su gomma, non può poi chiedere a quegli
operatori di pagare il gasolio al prezzo corrente, senza
prevedere sconti sostanziali sulle accise (le tasse che
rappresentano oltre il 70% del costo del carburante), anche
allo scopo di calmierare i prezzi al consumatore.
Insomma, non può ricadere solo su questa categoria
l’incombenza di essere competitiva, stritolandola, ancor
più
di quanto non sia adesso (tir sovraccarichi, turni alla
guida massacranti, concorrenza straniera, ecc.), tra spese
in costante crescita e pressanti richieste di costi di
trasporto sempre più competitivi.
Detto questo, tuttavia, da oggi mi ritrovo a secco di
carburante su entrambi i veicoli della mia famiglia, come
migliaia di cittadini nell’area dello stretto. E non posso
fare a meno di pensare di vivere in un territorio il cui
rischio sismico (grazie anche all’urbanizzazione senza
regole…) è pari, se non addirittura superiore, ad aree
quali
la California meridionale ed altre zone tristemente note del
Messico, Giappone e sud est asiatico, tanto per citarne
alcune. Lasciando perdere il fatto che io studio da anni le
best practice riguardanti la prima risposta alle emergenze,
mi chiedo se chi ha la responsabilità della salute e della
sicurezza pubblica, Prefetto e Sindaco in primis, siano
consapevoli che tutte le organizzazioni di Protezione Civile
del pianeta (compresa la nostra) raccomandano, quale
basilare precauzione in territori a forte rischio sismico ed
idrogeologico come il nostro, di tenere sempre il serbatoio
della propria auto con almeno mezzo pieno di carburante,
allo scopo di poter disporre della necessaria mobilità in
casi di emergenze critiche. E’ evidente quanto questo
possa
fare la differenza, per decine se non centinaia di migliaia
di persone, nel potersi mettere in salvo oppure no. Chi si
sta assumendo questa responsabilità ?
E vogliamo anche parlare di altri generi di primissima
utilità quali il latte per i neonati o i farmaci salvavita
o
le derrate alimentari ? Beh, come ritengo indispensabile
incrementare il libero mercato e la concorrenza nel nostro
Paese, credo anche che la distribuzione dei beni di prima
necessità debba essere adeguatamente garantita, anche se
tale gestione è affidata ad aziende private,
nell’esclusivo
interesse della comunità tutta, anche di quel camionista
che
giustamente non ne può più. Vi prego di riflettere
Signori e
, se possibile, precettare… Sergio Milia




