
di Architettura della Mediterranea di Reggio avrebbe perso “l’incarico per progettare il Piano territoriale della provincia di Messina”.
Se la notizia fosse (come non dubito) vera, sarebbe (è) davvero grave, specchio di una situazione in cui i rapporti con le Istituzioni vengono stabiliti, e conclusi, a proprio piacimento, esponendo il buon nome dell’Ateneo, facendogli subire danni sul piano dell’immagine e su quello economico, oltre a far perdere importanti occasioni di crescita delle persone e degli allievi.
Secondo una Nota diffusa dalla provincia di Messina tale importante affidamento sarebbe avvenuto con determinazione presidenziale n. 174 del 31/12/2003. Compenso pari a cinquantaduemila euro: una cifra, per allora, certamente riferibile ad una prima fase, e quindi suscettibile di incremento.
Strano, molto strano, che il sottoscritto, allora direttore di dipartimento e membro del Senato Accademico, e fra i decani dell’area disciplinare non ne abbia mai saputo nulla.
Ultima tappa di una storia inquietante: l’attuale Presidente della Provincia regionale di Messina, on. Nanni Ricevuto, con determinazione presidenziale n. 241 del 24 novembre 2011 – dopo cioè ben otto anni –, ha proceduto alla revoca alla facoltà di Architettura dell’Università di Reggio Calabria del conferimento dell’incarico fiduciario di consulenza per la redazione del Piano Territoriale Provinciale. E ciò è potuto accadere perché, nonostante i solleciti di Palazzo dei Leoni, e non si sa come, non è stato sottoscritto alcun disciplinare d’incarico. Nel frattempo il Piano Territoriale Provinciale messinese è stato redatto “sia nella versione propositiva, sia in quella conoscitiva” da un gruppo di liberi professionisti integrato dalle competenze di Professori di Urbanistica non dell’Università di Reggio Calabria ma di Palermo. “Per cui”, scrive ancora Ricevuto, “la consulenza richiesta risulta ormai superata ed inutile”.
Come se niente fosse, “Il Rettore dell’Università di Reggio Calabria ha comunicato di non avere alcun rilievo da opporre al procedimento di revoca che comporta, contestualmente, l’annullamento dell’impegno di spesa di cinquantaduemila euro”.
Non credo sia una cosa da poco, e che non ci siano rilievi da fare su una vicenda del genere, che ci danneggia come immagine e come sostanza. Credo invece che sia il caso di chiedere, come chiederò, al Magnifico Giovannini, di vederci chiaro e di capire, magari attraverso un gruppo ad hoc che studi attentamente le carte, se ci siano specifiche responsabilità omissive o d’altro genere, rispetto al danno subito per una revoca che certo non fa onore né all’Università Mediterranea, né a coloro che vi lavorano con dedizione e disinteresse.
Cordialmente, Prof. Enrico Costa, Ordinario di Urbanistica presso l’Università Mediterranea




