In ricordo di Maria Concetta Squillace, nel decimo anniversario della sua morte.
Quando accade che qualcuno che abbiamo amato ci da il suo addio terreno, si sente forte, il bisogno di cullarne il ricordo.
Credo che sia l’unico modo per non separarsi mai del tutto, per stare ancora insieme…nonostante tutto.Si rivivono, si rivedono, si riscoprono fatti e cose, che prima ci passavano vicino, senza emozionarci più di tanto.La data del 9 marzo 2001 si è incollata all’anima e oggi il nostro pensiero è lì, dedicato interamente a te, che occupi, come ieri e più di ieri la parte più tenera dei nostri pensieri. Il dolore più grande per un addio terreno, non potrà essere tanto grande quanto la gioia di aver goduto della tua presenza. Donna, mamma, figlia, professionista meravigliosa, forte e corraggiosa che tante battaglie ha combattuto, ma ha dovuto arrendersi di fronte ad una terribile malattia.Vorrei sapere a che cosa è servito vivere, amare, soffrire, spendere tutti i giorni passati se così presto hai dovuto partire.Voglio però ricordarti com’eri, pensare che ancora vivi, voglio pensare che ancora mi ascolti e come allora sorridi.
Saveria Francesca Squillace




