Riceviamo e pubblichiamo
Mi vergogno della mia città.Mi vergogno di una città che dopo lo spaventoso incidente di un motociclista che si conficca nel petto un ferro da costruzione in pieno centro, utilizzato per transennare in modo barbaro e frettoloso una strada pubblica,
ci propone ancora questo tentato omidicio direttamente ad opera degli addetti alla manutenzione pubblica.
Mi vergogno di una città che trova i soldi per pagare lucin ovunque e alberi di natale di legno, fiorellini e hostess nei periodi di festa, e durante le emergenze alluvionali in città (cioè ogni volta che piove per mezza giornata) non trova i soldi per dotare di transenne a norma di legge (o il Codice della Strada regolamenta soltanto chi la usa la strada?) gli addetti alla manutenzione delle strade. O quantomeno a dotarli di perspicacia ed umanità.
Dove diavolo li prende un’impresa di manutenzione stradale i tondini per pilastri in cemento armato!? E se trovano i ferri da costruzione troveranno anche un piegaferro per curvarli ad U, no? Almeno ci si ritrova con gli arti rotti e la faccia sfregiata per colpa di una voragine mal segnalata, ma non trafitti da un tondino da 14, magari è meglio.
O se proprio non lo dovessero trovare, per concludere “degnamente” il lavoro, un volenteroso che perda 10 minuti a fare una palla di scotch, no? O trovare un brillante premio Nobel che lasci uno dei ferri alto due metri invece che a filo di automobile e ci agganci un filo di nastro segnaletico? E’ davvero chiedere troppo? Mancano i fondi?
E’ una cosa disumana e che offende l’intelligenza di ogni cittadino. Perché non segnalare una buca è negligenza, ma farlo così è criminale!
Credevo, con stupido ottimismo ed esagerata fiducia nei miei conterronei, che l’agghiacciante incidente avesse scosso così tanto le coscienze tanto da non farci mai più correre un simile stupido pericolo.
Invece ne è piena la città, in strade pubbliche e quindi si suppone sotto responsabilità, diretta o indiretta, del Comune. Che non mi si dica che è responsabilità della Protezione Civile o di non so cosa, qui siamo nel Comune di Reggio Calabria, città Metropolitana.
La foto è stata scattata in un punto dove giornalmente transitano migliaia di automobili, e dove ogni giorno si creano code di 40 minuti nelle ore di punta a causa di qualche altro gentile conterroneo che lascia l’auto dove non potrebbe, perché deve solo prendere un caffè, o andare un attimo al tabacchino.
Adesso però si è superata la decenza. Nella piena traiettoria di eventuale caduta in curva di un motociclo, al buio e con la strada insabbiata, senza segnalazioni. La dimostrazione è che dopo 20 minuti dalla foto i ferri sono abbattuti dalle auto.
Dato che ci troviamo nel Rione Sbarre del Comune di Reggio Calabria, vorrei chiedere all’attuale Sindaco f.f., che assieme al suo predecessore ora Governatore della Calabria hanno amministrato per 8 lunghi anni questa città, da quando ancora non era ancora prestigiosa città Metropolitana, se hanno mai provato a percorrerla in Vespa.
Inviterei inoltre i cittadini che dovessero trovare altri simili cantierate, di sfilarle dal terreno e depositarle dove meglio gradiscono, magari in bella vista di chi dovrebbe controllare tutto ciò, ma lontano da cuore e cervello dei motociclisti. Perché loro, li hanno entrambi.
Alberto Ieracitano





