Caro Direttore,
Nel Suo articolo “Passano gli anni ma otto son lunghi e l’acido ne ha fatta di strada…” di oggi Venerdì 17 Dicembre, per l’ennesima volta, con qualche giro di parole, attacca i più deboli e risparmia i potenti responsabili.
Per l’ennesima volta risparmia a Scopelliti una cronaca freddamente realistica, ricordandosi solo ora che in un Comune le responsabilità sono in primo luogo del Sindaco.
Scopelliti non è stato battuto alle elezioni comunali. Raffa è il seguito di quella stessa esperienza e adesso Scopelliti amministra l’intera Regione.
Perchè non rivolge a Scopelliti qualche sana e trasparente domanda?
Ecco un aiutino:
1. Presidente Scopelliti, se la magistratura dovesse accertare che la situazione finanziaria del Comune di Reggio Calabria è in dissesto, si dimetterebbe dal nuovo incarico di Amministratore della Regione? Del resto i cittadini che l’hanno votata non sapevano dei conti comunali.
2. Presidente Scopelliti, può spiegare a tutti noi il perché di certe Sue frequentazioni ampiamente documentate dal Fatto Quotidiano?
3. Presidente Scopelliti, ci vuole spiegare cosa significano delle intercettazioni pubblicate sul Fatto Quotidiano in cui Lei e Suo fratello siete ampiamente nominati?
3. Presidente Scopelliti, come poteva non sapere della condotta della dirigente Fallara?
Un’altra cosa. Trovo poco serio il modo in cui conclude, esprimendo giudizi sulle sue fonti all’interno del Consiglio Comunale. Se il Consigliere non ha il coraggio di dire le cose ad alta voce è un atteggiamento riconducibile al gioco politico, brutto quanto vogliamo, ma palesemente così. Lo scontro e le negoziazioni sono la moneta di scambio della politica (ma di cosa si scandalizza, Direttore?)
Più spiacevole è quando un giornalista, per di più direttore di una testata che vorrebbe (vorrebbe) essere d’assalto, sceglie di non disturbare il manovratore e anzi di compiacerlo sparando sugli altri.
Cordialmente
Alessandro Rotilio




