chi Le scrive è un cittadino della nostra tanto martoriata terra che purtroppo ogni tre mesi si
deve recare presso un centro specializzato di Roma per accompagnare un proprio congiunto che deve sottoporsi a controlli sanitari.
La suddetta legge stabilisce che le spese sostenute, sia dal paziente che da eventuale accompagnatore, per prestazioni sanitarie di alta specializzazione per particolari patologie, autorizzate dagli uffici competenti della A.S.P. n° 5 (art. 1), siano rimborsate.
Infatti ogni anno la Regione Calabria assegna dei fondi, così è stato fatto anche per l’anno 2008, ma a tutt’oggi, nonostante sia stata presentata per tempo debito tutta la documentazione delle spese sostenute nell’intero anno, non è stato dato alcun rimborso.
Tengo a precisare che da informazioni assunte presso la stessa azienda, i fondi assegnati con decreto di Giunta Regionale n° 14094 del 23 luglio 2009, che ammontano ad Euro 368.499,02, comprendenti il saldo 2007 e il II acconto anno 2008, non sono stati assunti a tutt’oggi nel bilancio dell’A.S.P. n° 5.
Sarebbe opportuno che chi governa l’Azienda Sanitaria Provinciale intervenga per sbloccare tale situazione e nel contempo, se ci sono i presupposti di legge, perseguire chi fa accumulare tali ritardi. Recarsi presso questi centri è molto costoso, mi creda sig. Direttore, specie per chi vive di solo stipendio: detti rimborsi sarebbero una vera manna, una boccata di ossigeno per chi purtroppo, per potersi curare, deve recarsi fuori regione per avere una pur flebile speranza.
Spero tanto che questo mio sfogo riesca a “smuovere le acque” in questa così tanto intrigata e delicata vicenda e porti a qualcosa di positivo poiché c’è tanta gente che come me spera tanto in questi rimborsi per poter continuare a curarsi.
La ringrazio per l’attenzione datami e lo spazio concesso dal suo giornale.




