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Note sul precariato nella scuola

8 Settembre 2009
in Lettere a Strill
Tempo di lettura: 9 minuti
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Riceviamo e pubblichiamo:

 

Egr. Direttore

 

Ho ricevuto dall’amico e collega prof. Leonardo Pangallo l’email che allego e per il tema che tratta, la giro alla sua testata per la pubblicazione dopo averne chiesto il permesso al collega stesso.

Il prof. ha maturato una grossa esperienza nel mondo della scuola. Infatti, solo per citare alcuni degli incarichi più prestigiosi che ha ricoperto, è stato responsabile della ligue International per l’insegnamento dell’educazione popolare con sede a Parigi, ha rappresentato la scuola europea  con un proprio progetto al V° simposio mondiale di Città del Messico, è stato componente di diverse commissioni nazionali ed internazionali su problemi della scuola e negli anni novanta  è stato responsabile del settore scuola media di I° e II° grado dell’ex IRRSAE Calabria.Da qualche mese, la Romania gli ha conferito l’incarico di Senatore Onorario, essendo tutt’ora Coordinatore del Progetto Internazionale “ Marco e Alberto Ippolito “sui giovani ,che coinvolge oltre alla stessa Romania, Polonia, Bulgaria,Repubblica Ceca,Spagna, Francia, Canadà e Stati Uniti, assieme ad  alcune scuole italiane .

In merito al problema del precariato, posso dire che le difficoltà cui sono andati incontro i colleghi precari di Reggio nelle recenti convocazioni, non sono nuove ne ritengo saranno le ultime. Sono stato sindacalista per circa 15 anni di un sindacato confederale della scuola, con più volte incarichi presso le commissioni che operavano presso i Provveditorati agli studi ( Cagliari e Reggio Cal. ) e ricordo intere notti trascorse …a lavoro nella galleria Caminiti , con l’assistenza della forza pubblica, per sedare momenti di difficoltà. Se la memoria non mi tradisce, intorno al 1976 in occasione del festival dell’Avanti in città, scrivevo  che nella nostra provincia non c’era più spazio nel mondo della scuola. Se  si voleva entrare, bisognava presentare domanda al Nord e sperare, nel tempo, di avere il trasferimento a Reggio. Purtroppo, questi consigli non li ho mai sentiti elargire dai politici, per paura di perdere consensi elettorali. Ma come allora, anche oggi è questa la realtà. Prima si spera, e poi ci si dispera. Come afferma lo stesso prof. Pangallo,i soldi nella scuola ci sono,ma vengono investiti in progetti, che non sempre producono gli effetti sperati. L’idea della progettualità che nasce con l’autonomia della scuola sul finire degli anni 90, era di per se buona, ma la mancanza di reali verifiche sul campo, ha finito per privilegiare le tasche  dei più scaltri nel metterci le mani dentro, con scarsissimi effetti di ricaduta sui discenti. Il tentativo di far superare alla scuola il GAP,tra scuola è società, attraverso la progettualità è, a mio modo di vedere, fallito, per cui se ne avessi la possibilità ,più che ridurre il personale,taglierei i rami secchi…  I giovani la prima riflessione la devono fare all’atto dell’iscrizione  all’Università. Serve poco o a nulla, fare sacrifici per  conseguire un titolo solo per il pennacchio, senza riflettere sulla possibilità, una volta conseguito, di spenderlo nell’attuale mercato del lavoro…anche se non è più assolutamente certo che la laurea ne apre le porte.  Purtroppo, spesso la scuola di II^ grado ,licenzia giovani, senza un minimo di orientamento o di formazione extra scolastica. Essere orientati significa avere acquisito la capacità di compiere scelte autonome e ciò non sempre accade . Altro errore imperdonabile dei nostri giovani , dopo la licenza media, è scegliere l’istituto superiore solo per il nome, senza pensare agli sbocchi successivi e alla possibilità di proseguire gli studi dopo il diploma o la maturità. Se si pensa di non volere o potere frequentare l’università, è importantissimo per lavorare, non solo SAPERE, ma principalmente SAPERE FARE, ovvero conoscere una delle tantissime attività dove è presente la manualità. Penso ,ad esempio, all’idraulico, all’elettricista, al meccanico,al falegname e simili, senza dimenticare poi l’uso del computer con annessi e connessi. Spessissimo gli annunci economici chiedono personale che sappia fare qualcosa, non che abbia questo o quell’altro titolo di studio. In questo senso per questi giovani sarebbero da privilegiare gli Istituti Tecnici ,Professionali o l’Istituto d’arte,tenendo lontani, anni luce, i licei, con esclusione di quello artistico. Ritengo molto migliore un diploma che privilegi il sapere fare che una maturità  conseguita con continue situazioni problematiche. Ecco, a volte, da che cosa è originato il precariato. E’ di qualche giorno la notizia televisiva nazionale secondo la quale alcuni giovani ai test per l’ammissione alle varie facoltà universitarie, non hanno saputo indicare il nome del Presidente della Repubblica che ha preceduto l’attuale Napolitano. Purtroppo,l’ educazione civica viene affidata per l’insegnamento nella scuola media ad insegnanti di lettere, e che non me ne abbiano a male, spessissimo non hanno la minima conoscenza di diritto pubblico o privato per cui chi nulla ha , nulla può dare. Nella mia lunga esperienza sia di docente che di Presidente agli esami di licenza media,non ho mai, ripeto,mai, sentito una domanda legata all’educazione civica. Questa disciplina dovrebbe essere insegnata in tutte le scuole da docenti che nel cui piano di studi figurano le discipline giuridiche, non certo come materie complementari. Ma dell’attuale situazione non ne ha solo colpa la scuola. I genitori , non si preoccupano di sapere se i figli sono preparati, ma solo se saranno promossi . L’onta della bocciatura,la sentono ricadere anche su loro. Quando i genitori venivano a chiedere notizie sui figli,io ove dovuto, dicevo “ Signore/ra cerchi qualcuno che aiuti suo figlio a imparare la matematica “.Il messaggio veniva così  decodificato dalla famiglia “Chi è amico del prof. Cleopadre per raccomandarlo ?”. Lo sforzo era mirato a trovare la raccomandazione e non a far studiare lo studente…e in molti casi i risultati si sono visti. Ai tanti  laureati precari del mondo della scuola l’unico suggerimento che mi sento di dare è di affrontare il maggior numero di concorsi, abbandonando l’idea del posto sotto casa o che senza raccomandazioni non si va avanti. La raccomandazione non la escludo, ma con le proprie forze si devono superare gli scritti.

 

                                                    Prof. Franco Cleopadre

 

·         Sono entrato nella scuola nel ’71 e già si parlava di precariato. Per la sua strutturazione,  la scuola comunque e sempre genera precariato. Bisogna solo trovare delle soluzioni per ridurre al massimo questo fenomeno soprattutto nell’aspetto che riguarda i tempi.  Penso che sarebbe utile dare un contributo alla soluzione di questo problema con  delle proposte e delle ipotesi  di discussione .

·         Tempi della protesta: il docente dorme 365 giorni l’anno e si sveglia il giorno dopo che… è scoppiato il problema, dunque, la soluzione è tardiva.. Quando la casa brucia, puoi solo spegnere il fuoco ma non salvi la casa. Queste proteste andavano fatte  per tempo, ovvero al momento dell’attuazione delle leggi. Mi fanno rabbia certi sindacati e i politici che oggi cavalcano la tigre della protesta. Soprattutto senza proposte costruttive. Non è gridando o facendo gesti eclatanti  che si può ottenere qualcosa, e tanto meno mettendosi  in mutande o salendo sui tetti. Tutti sappiamo, compresi i docenti precari, che le nomine hanno validità fino al 30 giugno o al massimo, fino al 31 agosto, quindi, non esiste alcun  impegno da parte dello Stato per la riconferma. Questo fatto, che ripeto  era a conoscenza di tutti, doveva sollecitare sindacati, politici, docenti, associazioni, ciascuno secondo le sue competenze, a trovare delle soluzioni per non continuare a generare precariato in questa istituzione, fondamentale per milioni di famiglie.. 

·         Ho sempre affermato che nella scuola non mancano i soldi. Anzi per certi aspetti ce ne sono anche troppi. Il problema è che i fondi sono mal gestiti e sperperati in tante attività  utili non alla qualità dell’istruzione ma a certe strutture e ai privati. Basta mettere a confronto  determinati progetti che ufficialmente il Collegio dei docenti ha deliberato, con la realtà nella quale essi si dovrebbero  realizzare. Vedo, per lo meno in Calabria, che le scuole sono investite da progetti e progettini che si avvalgono delle più svariate denominazioni secondo l’uso che serve. Un detto calabrese  recita: “ Jumara eri e Jumara torni (Fiumara eri e fiumara torni ad essere). Ovvero dall’esterno arrivano i finanziamenti ma soggetti esterni usufruiscono della maggior parte di essi.

·         Proposte:

o   Coraggio di assumere posizioni impopolari. Ad esempio, per un certo periodo non emanare alcuna ordinanza di reclutamento, o reclutare il personale solo attraverso le graduatorie esistenti.

o   In diverse province esistono posti disponibili: ad esempio, a Milano sono stati immessi nei ruoli poco più di 300 collaboratori scolastici e poi vediamo che per il conferimento dell’incarico annuale sono stati convocati tutti gli inclusi nelle graduatorie, ovvero migliaia di posti ancora liberi. Quindi immettere nei ruoli fino all’esaurimento dei posti

o   Dopo un’indagine sul potenziale fabbisogno, ad esempio in un triennio, bandire concorsi solo per i posti realmente esistenti senza dare la durata triennale della graduatoria. Mi spiego meglio: Una volta assunto il personale necessario la graduatoria cessa la sua validità. Può essere utilizzata, al massimo, per le supplenze brevi.

o   20 anni fa, nella qualità di responsabile della sezione Scuola media dell’allora IRRSAE Calabria, avevo proposto e l’Istituto l’ha realizzato, la costituzione delle Unità Educative Territoriali (UET). L’UET era composta da quattro figure professionali formate per competenze e professionalità, che supportavano i docenti per migliorare la qualità dell’insegnamento.

Il ministro parla di disoccupazione anticipata (non bisogna giocare con la dignità dei precari) ed altre soluzioni -tampone che costituirebbero più un altro sperpero di denaro che la soluzione al problema. Quindi, per questi precari si potrebbero adottare  i seguenti provvedimenti:

–          Richiamarli  subito in servizio assegnandoli in una sede, solo per la gestione amministrativa

–          Utilizzarli  per supplenze brevi, non solo in quella sede ma per l’intera provincia

–          ( vecchia DOA riveduta e corretta)

–          Organizzare per loro un corso breve di formazione per figure professionali

–          Utilizzarli nei vari progetti (PON, Por ecc.ecc.) prima di ricorrere ad agenzie esterne o sostituire i docenti di ruolo impegnati nei progetti

                          Prof.Leonardo Pangallo

 

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