Negli ultimi anni, i comuni italiani hanno subito il fascino, diventato una passione, della telecamera “facile”.
Non è più un incontro raro ma ormai abitudine che scatena ansie e nervosismi, l’imbattersi in tutta una serie di dispositivi elettronici piazzati in ogni angolo delle città e pronti a segnalare la minima scorrettezza al volante, causa poi di salati verbali e perdita di punti patente.
Spesso e volentieri questi occhi elettronici, astutamente tarati per tendere letteralmente delle trappole, oppure con la complicità delle ferree procedure del codice della strada, sono anche causa di verbali, che ci vengono recapitati, senza che si sia commessa la pur minima infrazione, quindi nel pieno rispetto della legge, e diventa imbarazzante doverne dimostrare di fronte all’autorità giudiziaria l’ estraneità, e pensiero di cui francamente se ne può fare a meno.
A questa imbarazzante moda, che con la scusa di un’ostentata sicurezza stradale cittadina, appare di più un subdolo strumento per riempire le casse comunali, si è adeguato anche il comune di Reggio, dove letteralmente sono pullulati questi Photored semaforici, posti in luoghi strategici, ovvero non quelli ad elevata pericolosità, bensì negli incroci più battuti e trafficati dove le autovetture vanno a rilento nelle ore di punta e diventano un facile bersaglio di vessazioni pecuniarie, con evidenti disagi e lamentele da parte della cittadinanza che attonita, si vede recapitare multe inaspettate e frequentemente illeggittime.
A fronte del marasma creatosi e dell’infinità di ricorsi presentati dai cittadini, è diventata prassi del giudice di pace della nostra città, quella di accogliere le doglianze della collettività e di annullare codesti verbali elevati, punendo l’ente comunale reggino col conseguente pagamento delle spese procedurali di ogni singolo ricorso presentato.
L’elevato costo della macchina giudiziaria avviata, sembrava aver fatto scendere a miti consigli l’amministrazione comunale, così sembrava anche che queste telecamere, pacificamente ritenute ormai illegali dalla legge, fossero state definitivamente spente.
Ma a quanto pare, al di là dei costanti pareri del giudice di pace, ed in beffa ad ogni salvaguardia legislativa a difesa degli utenti della strada, questi photored continuino a funzionare in città e ad elevare contravvenzioni che con solerzia vengono consegnate a casa e di cui se ne continua a pretendere il pagamento, come tanti nuovi casi dimostrano, seguiti da parecchie polemiche.
Al punto a cui siamo arrivati però, ritenendo inoltre che l’ansia insita nella paura degli automobilisti di incappare in queste contravvenzioni sia ennesima concausa dell’incredibile traffico in città, invito i nostri amministratori a rimuovere definitivamente dalle strade questi marchingegni, dichiarati a più riprese illegali persino dalla suprema corte di Cassazione, nel nome innanzituttto di una vita più serena, in quanto se ci si muove con più tranquillità in automobile e senza l’incubo di prender contravvenzioni, la cosa non potrà che giovare a limitare il caos quotidiano del traffico e snellire la circolazione stradale.
Del resto, il gran numero di vigili urbani assunti negli ultimi tempi, potrebbe garantire molto meglio di queste macchine la sicurezza per le vie, nel regolare il traffico nelle ore di punta.
Vittorio Renzelli




