Riceviamo e pubblichiamo
E' da poche ore che Reggio sta iniziando ad apprezzare il raggiungimento di un
obiettivo, che per la prima volta possiamo definire non in modo eufemistico
storico. Quello di essere stata inserita tra le citta' metropolitane italiane.
Come dicevo, solo ora si sta riflettendo su questo nuovo status, e soprattutto
su quello che praticamente vorra' dire per la nostra Comunità , in temini di
progresso futuro non tanto lontano.
Autorevoli personaggi commentano
positivamente le sinergie di sforzi che per la prima volta, almeno a mia
memoria, si sono compiuti da parte di politici di maggioranza e minoranza, di
centrodestra e centrosinistra.
Finalmente, si sono superati quegli inutili,
quanto lesivi per la nostra citta', ideologismi che fin'ora son serviti ad
escludere Reggio dai tavoli delle trattative nazionali che contavano.
Abbiamo
dato prova di maturita', percepita da qualcuno anche, quasi come pericolo, per
le altre citta' Calabresi che fin qui hanno dominato la scena, di saper
guardare oltre, di non pensare solo a meri interessi di partito, di coalizione,
o peggio ancora personali, al fine di poter garantire un futuro migliore, con
piu' ampie prospettive alle generazioni che verranno.
A mente fredda,
sportivamente, a bocce ferme, e' cosi' tanto difficile cercare di trovare
soluzioni utili a tutti i cittadini, donne, uomini, bambini, grandi, ricchi,
poveri, malati, sani?
Io credo di no, e proprio sulla scorta di questo mio
convincimento, sento la indispensabile quanto urgente, necessita' di chiedere
ai politici tutti, di prestare seriamente attenzione al settore Sanita' della
nostra Provincia.
Ormai e' da mesi che non si parla d'altro, anche io ho
contribuito con degli articoli apparsi il 23/10, il 23/11, ed il 23/12 2008, su
alcuni quotidiani locali e su Striil.it ,dove cercavo di fotografare una
situazione giunta ormai al limite della sopportazione fisica e mentale da parte
di noi operatori sanitari e soprattutto dai pazienti e dai loro congiunti.
Ritengo che ci siano adesso le condizioni per iniziare una trattativa tra le
persone di buona volonta', dei diversi schieramenti politici, per poter
affrontare le problematiche piu' urgenti e trovare delle convergenze sui piani
d'azione altrettanto urgenti che consentano di riprendere la fiducia e guardare
con ottimismo alla via di fuga piu' vicina da percorrere per avvicinarsi il
piu' possibile a canoni sanitari non dico d'eccellenza ma quanto meno di
occidentale pertinenza.
Si perche' molti lettori, anche professionisti del
settore, anche politici, quando leggono alcune dichiarazioni... fanno
spallucce, tacciando di catastrofisti e pessimisti coloro che descrivono il
mondo della Sanita' reggina in quei termini.
Questo purtroppo accade a tutti
quelli che non si trovano costantemente a contatto con tali situazioni.
Al
contrario quando inaspettatamente si ritrovano loro malgrado a dover fare i
conti personali o per i loro parenti con questo tipo di realta', allora scatta
il meccanismo dell'istinto di sopravvivenza ed iniziano a protestare, ad
intentare processi, spesso sommari, e nel caso di politici a proporre nuove
leggi, nuovi reparti, nuovi primari.
NO, mi dispiace ma devo dire ancora no,
non e' cosi che si risolve il problema. E' necessario lo sforzo mentale di
pochi ma desiderosi personaggi che si siedano intorno ad un tavolo e prendano
visione delle problematiche dalle piu' urgenti, vedi quello dei Pronto
Soccorso, Guardie Mediche ed emergenza territoriale "118", passando poi per
la
specialistica ambulatoriale, e l'inevitabile sosta sul problema della Degenza
Ospedaliera Pubblica e Privata, senza della quale la Provincia di Reggio
sarebbe non piu' al collasso ma all'arresto.
Passaggio successivo, prendere
provvedimenti a breve, medio e lungo termine per ciascuno di questi settori,
implementando il numero di uomini e strutture, usufruendo subito degli ottimi
professionisti a disposizione, magari utilizzandoli al meglio anche
differenziando il lavoro dei singoli in base alle caratteristiche e competenze
personali, riorganizzare le strutture esistenti in attesa di poter didsporre di
nuove e magari piu' sofisticate, concentrarsi su una reale riorganizzazione
delle diverse assistenze domiciliari delegando magari quanto possibile alle
organizzazioni del terzo settore, lasciando all'ASP la supervisione di
controllo e gestione specialistica.
Sono solo degli imput, sono solo dei
messaggi che sto cercando di far arrivare a qualcuno che evidentemente e'
distratto da altro, ma su questi temi non si puo' demandare a nessuno e per
nessun motivo, perche' la salute pubblica e' un bene da tutelare a qualsiasi
costo, in qualsiasi momento ed a qualsiasi individuo.
Sempre pronto a dare il
mio umile apporto in termini di conoscenze ed esperienze lavorative in diversi
settori della Sanita' di Reggio e Provincia, mi auguro che sulla scia
dell'entusiasmo degli obiettivi recentemente raggiunti,. la Politica reggina,
sappia dare, finalmente, una risposta altrettanto importante, a fronte di una
cosi' drammatica, passatemi il temine, richista di Sanita' Sicura.
Reggio
Calabria 15/03/2009
Con spirito propositivo ed ottimistico
Dott. Saverio Lagana'