Riceviamo e pubblichiamo
Carissimi amici di Strill e non,
buongiorno. Non è una bella domenica viste le condizioni atmosferiche e metabolizzati i risultati calcistici. Ma siamo Reggini e la nostra peculiarità è la testardaggine quindi cerchiamo di vedere la luce oltre il tunnel e di non perdere la consapevolezza dell’esistenza di condizioni veramente dolorose in altri angoli del mondo. Poi gli errori devono camminarci accanto a monito senza comunque intralciare l’incedere della nostra comunità straordinariamente viva.
Un pensiero particolare va al Presidente Foti che oggi sarà un po’ più triste di noi. Non abbandoniamo gli amici e cerchiamo di comprenderne le ragioni pur esprimendo il punto di vista del nostro amor proprio deluso. Nei momenti bui si faccia leva su ciò che si ha o si è avuto piuttosto che consumarsi nella rabbia per i dinieghi che le giornate ci riservano.
Poi … la nostra intelligenza ce la invidiano tutti per la vivacità e il guizzo creativo. Saprà lei trasformare il punto di debolezza in punto di forza e di nuova partenza.
In tutto questo pur sempre grigiore ravviso elementi che mi spingono a riflettere e questo è ok credetemi.
Il mio avvicinamento fattivo a Strill mi sta offrendo momenti di delusione ma, sapete, i sorrisi superano le faccette tristissime.
Penso a Teagene. Che ignorante che ero a non conoscerne l’esistenza. Da sedicente interprete di lingua inglese sto andando a cercare la prima bacchettina a portata di mano. Un grammatico a Reggio. Che meraviglia! Grazie Daniele (sai che sono una tua fan). Sapevo qualcosina di Barlaam che aveva insegnato il greco a Francesco Petrarca ma del nostro non conoscevo nulla. Poi la storia dei vasi calcidesi mi ha quasi commosso. Che emozione.
Saluto Fulvio D’Ascola con affetto apprezzando la simpatia con cui si è rivolto all’amica Patrizia pur su una querellina un po’ bruttina. Ma il dialogo intelligente e reggino, mai rrriggitano, porta sempre al bene.
Poi rileggendo le mie fandonie ripercorro il sentiero che mi ha portato al titolo. Sì … quando si scrive è l’inconscio a venir fuori. Spesso la testualizzazione è uno scavo che porta alla luce idrie preziosissime. Sono se non sbaglio vasi particolari usati nell’antichità. Io i castelli li adoro essendo tra l’altro appassionata di Artù e di cicli cavallereschi. Lucine poi. Si potrebbe riallacciare a tante immagini ma cercando di capirmi io stessa … che rammarico io non trovi in commercio “Lucetta tra le stelle” di Ivan Graziani, canzone che ha segnato la mia … ehm… gioventù. Sarà questa frustrazione a riportare all’uso la parola lucine. E se avete tempo ascoltatela. Vi rasserenerà.
Auspici e Polimeni siete grandiosi! Qualche volta ve lo detto anche de visu . Che noia, la correzione ortografica del Word, ma guarda tu che dobbiamo dipendere dai computer!, mi corregge “Polimeni” in “Polimeri”. Credetemi io inconsciamente tornerei al plettro e alla scrittura cuneiforme ma non mi si tocchi il senso dell’innovazione e delle nuove alfabetizzazioni. Ci lavoro!!!
Grazie ai Chisti simu. Vi voglio bene perché mi avete fatto straridere tantissime volte e non è poco. Spero un giorno di potervi vedere sulle reti nazionali perché portereste lontano la regginità nelle sue caratterizzazioni più autentiche.
Sapete, e scusate se passo di palo in frasca, … qualcuno mi ha anche augurato di cadere dalle scale ma amici miei non temete. La serenità, la modesta cultura e la fede ci sorreggeranno anche sugli scalini di Macchu Picchu.
Qualcuno mi ha rimproverato di “usare paroloni”. Mamma mia … Aiuto. SOS! Ok … va bene … mi sono scusata della mia inopportunità stilistica! Ma non credo di parlare a una comunità di sprovveduti! I miei concittadini io non li considero banali. Di fronte alle notizie su Teagene non ho detto “ ma chistu chi bboli? Ndi faci u saputellu” !!! = Ma dove vuole andare a parare? Assurge a sapientone !!! Cavolo … sono andata subito ad approfondire e a cercare di capirne di più. Perché testardaggine è voglia di volare più in là come dice Eugenio Montale.
Poi … nero più nero della mezzanotte. Oltre Strill l’angoscia. Ancora c’è chi legge male, interpreta a piacimento e riusa ad hoc le tue parole e per gli obiettivi più disparati e disperati! Che tristezza! Un tour attraverso alcuni canali informativi di grido ti fa raggelare. Amici ci guidi sempre l’onestà intellettuale e la serenità di coscienza. Temo fortemente queste forme pericolosissime di riuso e distorsione. Sono seriamente preoccupata. Ma, siamo testa dura e solari, individuo sempre i punti di forza del momento. Sto crescendo e imparando molto.
Quando , e poi chiudo con le mie corbellerie di cui , alla fine dei conti, può non interessarvi un bel nulla, ero una maestrina (il pc mi corregge in “maestria”! Aiuto! Come si esclude il controllo ortografico?) adoravo leggere i sussidiari che in quel momento erano per me uno strumento didattico. No … non solo … Erano magici perché mi riportavano all’infanzia quando rimanevo incantata di fronte alle pagine sugli egiziani, su Pericle e Augusto. I miei bimbi, bellissimi… insegnavo nei quartieri marginali di Messina. Scuola di vita, come mio padre mi aveva preventivato il giorno della nomina : <<A te questi bambini insegneranno tanto!>>. Parole sante. Sì … poverini … di fronte a me che mi perdevo tra le immagini del sussidiario urlavano:<< Maestra … e allora … racconta ancora! Dormi?>> Erano le pagine sull’ottavo secolo DC. Mi correggerete se ricordo male la cronologia. Mi perdevo leggendo che gli Arabi avevano portato nel Mediterraneo il sistema di coltivazione a terrazze. Sì … avevano trasformato un punto di debolezza in strong point. Le coste non basse e pianeggianti potevano così accogliere la coltivazione della vite. E ancora … ma guarda … il sistema della comunicazione attraverso le fiaccole. Segnalavano accendendo in vari punti della costa tante fiammelle a trasmissione una dopo l’altra. Questo sistema venne appreso dal Mediterraneo. Che senso di pace mi dava! La bellezza dell’intelletto umano che riappacifica.
Ricordo con serenità queste suggestive notizie storiche. Non le ricollegherei mai a turpi evocazioni e a pericolo. L’intelligenza e l’umanesimo mi hanno sempre affascinato. Aborro, mi terrorizza e mi disgusta il solo doverlo precisare, “ogni forma” di conato di violenza. E mi batterò sempre contro chi la persegue. Non parliamone neanche se sia mai perpetrata verso i deboli e gli indifesi.
Amici, mi raccomando, forza Reggina!
Omnia munda mundis che non è “tutto il mondo è paese”! Newmark, carsica memoria, mi perdonerà se traduco “tutto è sereno per i sereni”.
Vania D’Angelo




