Riceviamo e pubblichiamo
Tanti episodi di comportamenti clientelari vengono molto spesso denunciati dai mezzi d’informazione, ma il malcostume è sempre lì, pronto a insinuarsi, in specie nel settore pubblico.
Si parla tanto di “merito”, ma, sempre di più, pare che il merito sia principalmente quello di po-
tersi inserire nel gioco delle clientele. Università, sanità, concorsi pubblici sono il terreno fertile di questa piaga che, tra nepotismo, baronie e clientela, mortifica il capace e meritevole, danneggiando gravemente chi si impegna.
Una probabile occasione ove potrebbe far breccia il possibile timore generato dal dubbio è quella
che riguarda il concorso per l’assunzione di Vigili Urbani, svoltosi di recente nel Comune di
Reggio Calabria.
Il concorso, bandito e poi bloccato (?) sette anni fa, è stato finalmente riaperto quest’anno, e dei
circa settemila concorrenti che all’epoca avevano presentato regolare domanda, oggi si sono tro-
vati a partecipare in 3417 Una prima prova selettiva, attraverso quiz, ne promuoveva 150 che,
attraverso una seconda prova, sempre con quiz, erano ridotti a 75 . Tra questi veniva svolta la pro-va orale. La cosa che fa nascere qualche sospetto sull’eventualità di possibili irregolarità di or-
dine clientelare sta nel fatto che almeno quattro di coloro che avevano ottenuto un ottimo risultato nei quiz, poi, siano stati dichiarati inidonei alla prova orale. In particolare, ve ne è uno che, al pri-
mo quiz, si è classificato undicesimo sui 3417 partecipanti, e, al secondo quiz, addirittura quinto
sui 150 rimasti. Sta di fatto , però, che alla fine, all’esame orale non è stato riconosciuto idoneo, vedendosi attribuire un punteggio di soli sedici trentesimi , pur ritenendo di avere risposto in modo certamente sufficiente.
C’è da considerare che il solo possibile mezzo che può permettere un comportamento clientelare
in un concorso di questo tipo, visto che, come si asserisce, è impossibile dare aiuto nei quiz , re-
sta solo lo sbarramento nel giudizio dell’esame orale. Infatti, il bando di concorso prevede che,
anche per la prova orale è necessario raggiungere i 18 / 30 , pena l’inidoneità. Così, può succe-
dere che, un concorrente che nel primo quiz risulta meritevole di un voto “scolastico” vicino all’8,
e nel secondo quiz addirittura al 9, venga poi , all’orale, valutato 4 (inidoneo). Se si aggiunge, poi, che il voto assegnato agli inidonei è stato per tutti quello di 16 / 30 , e che nonostante l’interessato
abbia più volte chiesto udienza al Sindaco, senza, pare, poterla ottenere, si comprenderà come
nell’animo di questi concorrenti sia maturato il disappunto, e come si possa ingenerare il timore che insinua il germe del dubbio.
Speriamo che i ricorsi presentati possano rendere giustizia a chi la merita.
Guido De Marco




