Riceviamo e pubblichiamo:
Le elezioni statunitensi hanno monopolizzato l’attenzione di tanti cittadini, di destra o di sinistra che fossero, non solo perché ognuno di noi ha tifato per il candidato a lui più vicino, ma soprattutto perché si e’ finalmente parlato di problemi attinenti ai cittadini comuni. Energia pulita, sistema sanitario, economia reale della classe media, istruzione, integrazione,politica internazionale,mutui ipotecari legati alla prima casa,etica politica. Grandi temi che toccano tutta una società (e guarda caso nessun commentatore si è mai sognato di accusare questo o quel candidato di tecnicismi, tirando in ballo la solita scusa che bolla questi argomenti come incomprensibili o noiosi, come invece di sovente avviene nelle trasmissioni nostrane che trattano i cittadini Italiani da beoni o deficienti). Tutti incollati davanti alla tv o collegati tramite il p.c. alle prime pagine dei giornali per seguire gli ultimi sviluppi. Ma questo era ieri. Oggi, dopo che le luci sull’evento si sono parzialmente spente, riprenderemo ad interessarci, nostro malgrado, delle vicende politiche nazionali e locali. Leggeremo, ad esempio, di nomine regionali nel settore della sanità che farebbero storcere il naso anche agli abitanti del Burkina Faso (con tutto il rispetto dovuto), saremo aggiornati sull’ultima puntata inerente il toto assessore alla provincia: sarà nominato, non sarà nominato e se così sarà, avrà in dotazione un cellulare? E che dire di avvenenti progetti futuristici studiati per incrementare il flusso turistico per la nostra città, che nel frattempo vede crollare strutture balneari uniche in Italia, come il Lido Comunale e l’annessa Arena Lido. Chiaramente nessuno pretende di paragonare situazioni così differenti e così lontane, ma forse un insegnamento potremmo ugualmente averlo tutti. Negli States sono stati nominati, alla fine delle primarie, due politici fortemente critici con il sistema. Sono stati chiamati a contendersi la Casa Bianca due medici che il malato lo volevano salvare. Nella nostra realtà, invece, gli stessi medici che ci hanno mandato in coma sono chiamati al nostra capezzale per curarci. Nessun rinnovamento e sopratutto nessun pentimento. La colpa è sempre di tutti e di nessuno. Il nostro sistema già sgretolato reggerà ancora o è prossimo al collasso?
Il Vice Presidente dell’associazione Ethos
Giovanni Sergi




