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“A Tanya”…lettera di riflessioni

18 Ottobre 2008
in Lettere a Strill
Tempo di lettura: 4 minuti
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Riflessione sulla lettera del dr. Federico Curatola pubblicata su www.strill.it il 13 ottobre 2008

Solo per precisazione…

Stamattina, mi è capitato di leggere le lettere che pubblica Strill. Tra le tante mi ha incuriosito quella il cui titolo cita: A Tanya per il suo post su diarioreggino.it. Ho letto il pezzo a firma del dr. Federico Curatola con molta attenzione e con particolare interesse. A conclusione l’ho riletto e ho delle riflessioni da fare in merito. È  probabilmente vero che il dr. Curatola ha  rilevato un solo post a favore del progetto SEI, è altrettanto sicuro che tantissimi sono i sostenitori della costruzione di una centrale a carbone a Saline Joniche. L’autrice del commento ha definito la zona Jonica “sfaciata”, “irrimediabilmente compromessa”? Poco importa!

Andando avanti con le mie considerazioni, credendo che lo sviluppo industriale corrisponda spesso ad una crescita economica e considerando il progetto SEI una valida opportunità e non un’immobile accettazione, non mi riconosco nelle definizioni  “mistico realismo” e “rassegnazione” usate per indicare chi ha una concezione diversa da coloro che hanno riempito i giornali di “ecoballe” (tanto per usare un termine adottato dai lavoratori della centrale ENEL di Civitavecchia assaliti oggi da Greenpeace). Reputo più un atteggiamento di rassegnazione quello di chi non dice NO con forza ai pochi “soldini” (50 milioni di € dei fondi CIPE) che la Regione Calabria ha deciso di destinare alla zona solo per contrastare il progetto SEI e non per reale interesse verso quel territorio che, diciamolo pure, ha lasciato nell’abbandono più totale per decenni. È rassegnazione quella di chi si accontenta delle briciole per poca fiducia nelle potenzialità del proprio territorio e soprattutto nella capacità imprenditoriale dei propri concittadini. Quella sì che è rassegnazione!!!

Io amo la “mia” Calabria, con il suo mare, le sue spiagge e le sue bellezze storiche! Mi accorgo tuttavia, giorno dopo giorno, che essa ha avuto la sfortuna di essere stata mal governata, e scarsamente accudita, da chi non ha mai, intenzionalmente, voluto vedere i doni che la natura gli ha riservato e da chi non ha saputo avvalersi del potere istituzionale per esaltarne il territorio e creare (con solerti impegno e passione) ricchezza economica ed opportunità per la nostra Regione. È desolante appurare che i nostri amministratori regionali e locali si siano accorti dopo quarant’anni della vocazione turistica di Saline. Amministratori distratti i Calabresi ed astuti all’occorrenza:

1^ fase – diffusione progetto SEI

2^ fase – reazione contraria Regione Calabria (

3^ fase – progetti turistici

4^ fase – …e continua il degrado

Ripeto…dopo quarant’anni!

Sono fermamente convinto che il turismo sia un cavallo vincente per tutti noi, ma sono altrettanto persuaso che in un luogo a vocazione industriale (basta fare un giro nella zona e capacitarsi delle piccole imprese già presenti), come Saline appunto, possano ben coesistere industria e sviluppo, anche turistico, che possano sostenersi ed integrarsi l’un l’altro. I “NO” che sino ad oggi si sono uditi dalle più svariate direzioni, si limitano alla genericità. Vorrei sapere quali sono i progetti turistici, in quali zone ricadranno, chi li ha presentati e con quali fondi (visto che spesso quelli che giungono dalla Comunità Europea vengono rispediti al mittente perché inutilizzati) si intende realizzare questi progetti. E poi, i tempi di realizzazione potrei conoscerli? Un NO senza una proposta concreta rappresenta una presa di posizione fine a se stessa; una strumentalizzazione che sconfina nella demagogia.

Il protocollo di Kyoto sancisce un impegno per la riduzione dell’inquinamento attraverso la diminuzione d’emissione dei gas serra, ma non prevede l’eliminazione totale di tali gas anche in funzione del fatto che alcuni di essi sono presenti in natura (come la CO2) ed è impossibile un loro abbattimento completo. La riduzione in questione, potrebbe derivare anche, e soprattutto, dall’implementazione di tecnologie avanzate per la produzione di energia e che restringono notevolmente l’impatto ambientale; da tutti quegli accorgimenti che certo le centrali a carbone operanti trent’anni fa non avrebbero potuto avere. Vorrei ricordare, per avvalorare quest’affermazione, che l’UE ha stabilito di elevare al 20%, ma solo il 20%, la quota d’energia che, da qui al 2020 dovrà essere prodotta mediante fonti rinnovabili (idrica, geotermica, biomasse, eolica, solare) che quindi non potranno sostituire completamente le fonti classiche in un breve lasso di tempo a causa dell’elevata domanda energetica.

Condivido quanto affermato dal dr. Vitale (di cui ho letto l’intervento già che c’ero), ovvero che tutti vorremmo un ambiente sano e pulito, in cui vivere con la certezza della salute salvaguardata, ciò non prescinde da uno sviluppo anche industriale di un territorio e non serve certo creare dell’allarmismo comune tralasciando di fornire informazioni autentiche, figlie di un confronto leale ed aperto con tutte le parti in causa, per comprendere e poter valutare la bontà di nuove opportunità.

Io combatto tutti i giorni la disillusione, non a favore dell’illusione, né del mistico realismo, bensì di una ferma concretezza propedeutica allo sviluppo ed alla crescita della nostra Regione.

Quella concretezza necessaria perché Saline sia vista e risaltata solo come Saline e non come Portorosa, cosa che vorrebbe farci credere il Sindaco di Montebello Jonico pensando forse che nessuno conosca Portorosa!

Portorosa

Reggio Calabria, 17 ottobre 2008

Demetrio Cara

Consigliere Forza Italia  XII^ Circoscrizione di RC

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