Riceviamo e pubblichiamo
Facendo due passi in via marina bassa di questi tempi,ho potuto con piacere notare come tutte le panchine in graniglia divelte nei mesi scorsi siano state rimesse a posto e cementate a dovere,e di come sia stato ripristinata la parte di pavimentazione in tasselli di pietra,che in alcune aree aveva ceduto,venendo a mancare.
Per cui mi viene da pensare che talvolta l’amministrazione comunale sia sensibile alle richieste ed alle interrogazioni aperte dei cittadini,e che ogni tanto quindi, intervenga lì dove i privati segnalano disguidi ed inadeguatezze urbane,come nel caso prima citato delle panchine del lungomare,da tempo oggetto di ferventi discussioni da parte della collettività.
Devo però a malincuore rammaricarmi delle terribili condizioni in cui negli ultimi mesi si vengano a trovare i tanto contestati gazebo del lungomare.
Molti in città li detestano,il tribunale li ha a suo tempo sequestrati,ed il comune a quanto pare si è disinteressato anche ad un eventuale rimozione.
Il tempo passa ed io,dal canto mio,con la presente,terrei unicamente a segnalare come oggi tali strutture giacciano in uno stato di abbandono e degrado che le rende alla mercè sia di sorci e scarafaggi,quindi in condizioni pessime per la salute pubblica,sia alla mercè di sbandati che ne fanno la notte il proprio rifugio,in quanto sono state parzialmente divelte da ignoti le coperture in legno realizzate in seguito al sequestro del tribunale,e passando vicino a codeste strutture mai terminate, non si può non sentire un forte odore di escrementi ed anche notare la presenza di improvvisati giacigli.
Di conseguenza mi auguro che l’amministrazione possa di fatto rinunciare alla loro realizzazione,smantellandoli completamente come il sogno di un progetto che fu,e ripristinando l’area per com’era,ma,anche se poi la nostra giunta non la dovesse pensare così e volesse perpetrare nell’intento di portare avanti questa tanto contestata realizzazione,che quantomeno realizzi un intervento immediato per ripulire e sigillare nuovamente questi gazebo,che sono diventate delle orride catapecchie per barboni, vista mare.
Vittorio Renzelli
Reggio Calabria.
Solo per amore di verità ricordiamo che i manufatti sono oggetto di sequestro e, dunque, non possono essere in alcun modo toccati
(strill.it)




