Riceviamo e pubblichiamo
Egr. direttore
Nel ringraziarla anticipatamente vorrei raccontarLe,con la
speranza di una sua pubblicazione,la mia esperienza
nell’ambito dei progetti che il Comune ha posto in essere
nell’ambito delle politiche di assistenza delle fasce
deboli. Sono stata selezionata nel febbraio di 2 anni per
svolgere assistenza domiciliare leggera all’interno del
progetto “A casa dei nonni “,ho il vecchio diploma di
assistente sociale .Dopo varie vicissitudini stipuliamo un
contratto per un periodo di 6 mesi ( in una riunione
pubblica la famosa e nervosa dirigente Serena Angioli ci
spiega che non ci sono più i fondi per i 10 mesi stabiliti
dal bando)e ci vediamo ridotto il compenso. Tutti noi
giovani precari un po’ amareggiati al sesto mese ci
rivolgiamo alla dirigente per un prolungamento,ma la
dottoressa stizzita ci ricorda che la finanziaria del 2008
non permette più queste tipologie di contratto. Abbiamo
cercato di farle capire e ricordare che Lei nei precedenti
incontri ci aveva fatto stipulare un contratto post datato
con la prom essa di un prolungamento e che per gli anziani
la Ns presenza era necessaria. Niente non ci ha più
ricevuto
,la scusa della sua segreteria era che si trova fuori sede,e
la sua collaboratrice ci invitava a parlare con
l’assessore
di riferimento. La cosa che più mi fa arrabbiare che 20 di
noi continuano a lavorare presso una cooperativa”ASIA che
guarda caso viene finanziata con quei fondi del progetto che
era considerati esauriti e con gli anziani del progetto “A
casa dei nonni”:Ma non erano finiti!!!!!!!!!!!!!!. Ora la
stessa situazione per gli autisti del progetto “Nonni a
Spasso”dove il servizio viene svolto da una cooperativa
vicina all’amministrazione visto tutti i progetti e
servizi
che svolge senza rispondere a nessun bando e dove ritroviamo
la stessa dirigente e lo stesso assessore. Mi domando ma il
SINDACO conosce questa sit uazione e perché l’assessore
e la
dirigente non sono mai in ufficio e perché secondo la
dott.ssa GIOIA dobbiamo parlare con il politico di turno per
poter lavorare.
Grazie Maria De Maio




