Riceviamo e Pubblichiamo:
Reggio città turistica? Potenzialmente non vi è alcun dubbio. È piuttosto evidente come e quanto la nostra Città abbia gli strumenti naturali e culturali necessari per attirare l’interesse del turista; ma è altrettanto scontato che possedere tesori ambientali ed artistici non è sufficiente all’affermazione ed al mantenimento di un economia locale basata sul turismo, come potrebbe essere quella reggina. In quest’ottica, ribadendo l’assoluta e prioritaria importanza della tutela ambientale a 360 gradi, per tentare di rispondere in maniera soddisfacente ad una delle cinque domande che qualunque turista si pone al momento della scelta del viaggio (dove vado, come arrivo, dove alloggio, quanto mi costa e cosa faccio lì), sarebbe utile incrementare il numero delle strutture ricettive presenti in città. Atteso il fatto che ad investire nel settore alberghiero debbano essere soprattutto i privati, uno dei tanti possibili modi per stimolarne l’interesse potrebbe essere dato, oltre che da mirate e sostenibili politiche di defiscalizzazione, dalla possibile sinergia istituzionale tra Provincia e Comune nel destinare gli edifici situati nel cuore turistico della Città, attualmente destinati a sede di prestigiosi istituti scolastici, a strutture alberghiere o, comunque, ricettive. Tale soluzione sarebbe possibile qual’ora, in una delle nostre zone periferiche, così come da tempo proposto da éthos, si provvedesse alla realizzazione di una “Cittadella degli Studi” ove concentrare la maggior parte degli Istituti scolastici superiori che occupano quelle zone della Città ad alto interesse strategico per il suo sviluppo turistico. La “Cittadella degli Studi”, oltre a rivalorizzare una qualunque delle tante belle zone periferiche ed a decongestionare il traffico cittadino, permetterebbe di dotare molte vecchie scuole di locali più sicuri ed idonei all’attività didattica, nonché di poter compiere mirate attività di prevenzione circa le potenziali situazioni di pericolo cui potrebbero essere sottoposti i giovani studenti. Ovviamente, perché possa parlarsi di sviluppo socio-economico derivante dal turismo, è necessario partire dalla consapevolezza che una città turistica, la cui primaria fonte di sviluppo è il mare, non può avere l’intero suo litorale sottoposto al divieto di balneazione.
Il Portavoce
Giuseppe Musarella




