Riceviamo e Pubblichiamo:
Gentilissimo direttore,
Le scrivo per comunicarle un fatto che ha dell’incredibile, oramai neanche denunciamo più, considerato l’assurdo che stiamo vivendo.
Ieri mattina un mio amico doveva andare a Messina per prendere il pullman delle 7,30 per Palermo, memori dei ritardi che a volte crea l’aliscafo delle 6,50 da Reggio e che dovrebbe arrivare alle 7,25, e considerato che oramai è l’unico mezzo a fare la spola tra Reggio e Messina, decidiamo di alzarci alle 5 per andare a Villa San Giovanni a prendere la nave delle 6,20, come da orari trenitalia.
Accompagno quindi quest’amico a Villa San Giovanni e torno immediatamente a Reggio considerato che per coincidenze varie dovevo prendere l’aliscafo di cui sopra.
Mi arriva una telefonata dopo qualche minuto ed è questa persona che, sbigottita mi comunica che la nave delle 6,20 è partita in ANTICIPO, e non di 5 minuti, ma di ben 20 minuti, quindi era partita alle 6, cioè allo stesso orario in cui l’avevo lasciato confidando nel largo anticipo appunto di ben 20 minuti.
Ora mi chiedo: ma come si può far partire un mezzo 20 minuti prima del previsto?
Già per arrivare alle 7 e mezza a Messina si fanno i salti mortali, si fa prima ad arrivare a Cosenza addirittura, ma subire anche la beffa della partenza anticipata mi sembra eccessivo, e il mo parere è che queste direttive non possono darle i dirigenti da terra ma che fanno di testa propria i marinai e gli ufficiali preposti alle navi.
Nel mio lavoro cerco di non sbagliare, ma se sbaglio tento di recuperare, noto che in queste aziende(parlo di Trenitalia) ci si allinea al peggio possibile e quando non vi sono motivi per sbagliare (in questo caso non c’è stato un motivo per ritardare), forse per finire prima il turno e andarsene a casa, si parte in anticipo, tanto non conta il cliente, ma solamente il proprio tornaconto personale.
Cordiali Saluti
Dott Mamone Alessio.




