Forse da Reggio Calabria, ops, chiedo scusa, dalla “Barcellona d’Italia”, l’ex area industriale di saline Joniche può sembrare lontana. Così come lontani ed insignificanti possono sembrare gli spaventosi numeri degli agenti inquinanti emessi elencati ordinatamente e meticolosamente dalla SEI nel suo progetto e che lasciano poco all’immaginazione di come si presenterà la periferia sud dell’area metropolitana di Reggio (sempre Barcellona…) se la Centrale a Carbone verrà realizzata.
Ma vorrei assicurare al consigliere Scarfone che Saline non è così lontana come può sembrare. Reggio città, la sua gente e le sue istituzioni, probabilmente vedono la questione della Centrale a Carbone come un fatto di provincia, periferico rispetto al magnifico Lungomare Falcomatà, alla bellissima Arena Franco, ecc…
Non è affatto così. Reggio c’è dentro fino al collo, avrà gli stessi problemi del comprensorio melitese, se non maggiori visto che le correnti tendono a spostare le polveri sottili.
Vorrei chiedere al consigliere Scarfone, tutto preso a compiere un “richiamo” agli onorevoli che si sono permessi di esprimere un loro parere, come peraltro già fatto anche dall’on. Angela Napoli e dall’on. Gianni Nucera nei rispettivi consessi, se ha dato, per caso, un’occhiata agli incartamenti che la SEI ha consegnato ai Comuni “interessati” in data 18.06.2008. Probabilmente no, altrimenti avrebbe una sua idea chiara, favorevole o contraria.
Vedrebbe che i “falsi allarmismi” di cui accusa Nucara e Gentile, in realtà sono le preoccupazioni legittime di chi, conoscendo la materia, è giustamente perplesso e comincia a chiedersi se veramente quell’area, così depressa, così degradata, abbia bisogno di una centrale a carbone, per risollevare le proprie sorti oppure se debba essere immediatamente ripudiata un’offerta del genere approntandone una alternativa che fondi le proprie basi sulle vocazioni naturali del territorio e sulle risorse presenti.
Nella sua relazione di progetto, la SEI, parla dell’Area Grecanica come di un deserto, in cui non cresce un filo d’erba, non esiste nulla di significativo, sembra quasi che non ci abiti quasi nessuno.
Non è così. Possediamo un patrimonio storico-culturale rilevante, come ha sottolineato l’on. Natino Aloi partecipando ad un nostro incontro a Saline, siamo i depositari di una cultura millenaria che deve essere valorizzata e che unita alle altre ricchezze di cui è dotata la nostra provincia può contribuire a costruire un’offerta turistica quasi ineguagliabile, altro che Barcellona.
Perciò inviterei il consigliere Scarfone, dal momento che non ha ancora deciso da che parte stare, di riflettere sulla possibilità di scegliere il NO al Carbone ed il SI ad un progetto alternativo di sviluppo, altrimenti potrebbe accadere che l’Area Grecanica soccomberà definitivamente… e la sua Barcellona…somiglierà molto di più a Pozzo di Gotto (non me ne vogliano i suoi residenti).
Federico Curatola
Coordinamento Associazioni per il NO al Carbone




