
Riceviamo e pubblichiamo:
Mi chiamo Antonio Quattrocchi e sono un commerciante, in particolar modo mi occupo di libri scolastici e gestisco, con i miei fratelli, una libreria che offre questo servizio da ormai quaranta anni. Ogni anno, di questi tempi, si assiste, con puntualità svizzera
e con sempre crescente astio, alla demonizzazione del libro scolastico e del suo esorbitante costo. Si attribuisce alla spesa per la dotazione libraria dei propri figli l’ingrato ruolo di essere causa della rovina delle casse familiari. Addirittura oggi leggo sulle pagine di Strill che i testi sarebbero in aumento del 40%, adesso invito il redattore a correggere l’evidente errore di stampa (forse si voleva scrivere 0,4) o a controllare meglio le proprie fonti, poichè è palese che tutto ciò è solamente impossibile. E’ impossibile perchè le case editrici debbono sottostare al controllo di un garante e che le medesime non possono aumentare il prezzo dei libri a loro piacimento dovendo rispondere dei diritti d’autore. C’è da dire, inoltre, che i tetti di spesa imposti dal governo per tutte le scuole non vengono innnalzati sin da quando erano ancora in uso le nostre mai abbastanza rimpiante lire. In tal senso TUTTI gli editori si sono dovuti adeguare ad una corsa al ribasso (anche qualitativo) per non incorrere in casi limite, come quello capitato quest’anno alla scuola media “G.Galilei” di Reggio, dove accade che per non sforare il fatidico tetto di spesa si è scelto di non inserire nelle liste il libro di Religione e quello di Educazione Fisica. L’aumento massimo registrato quest’anno sui testi scolasticie del 1,5% e in alcuni casi, addirittura, dell 0%, vale a dire che alcuni editori hanno mantenuto invariato il prezzo.
Aggiungo infine i risultati di un recente studio che l’amministrazione comunale ha commissionato (a titolo gratuito) all’associazione librai. Da questa analisi risulta che la spesa globale per l’acquisto del libri scolastici, per la scuola dell’obbligo nel comune di Reggio Calabria (Tutte le scuole medie e il biennio dei superiori da Pellaro a Catona e se tutti gli alunni acquistassero tutti i libri), ammonta a euro 2.220.599,57.
Per la sola Prima Media il costo è pari a 574.378,00, se consideriamo, invece, il tetto di spesa imposto dal governo, la cifra tiotale è di 574.002,00, quindi pressocchè identica.
Nel biennio dei superiori la cifra spesa è di 1.033.700,25 con i tetti di spesa 1.079.436,00 quindi addirittura inferiore a quanto prescritto dalla legge.
Dobbiamo cominciare a considerare la spesa (pari a meno di un caffè al giorno) per l’educazione dei nostri figli necessaria e non onerosa se confrontiamo il prezzo dei libri con quello di altri prodotti molto meno indispensabili e molto più costosi, un cellulare, e ormai ogni ragazzo ne ha almeno due, costa di più, i jeans firmati o la magliettina all’ultima moda non darà gli stessi vantaggi nella vita di una buona cultura. In altre parole il bilancio di ogni famiglia è al sicuro dal pericolo libri.
Antonio Quattrocchi




