“Dopo aver accolto gli ordini del che lo impegnavano a restituire le risorse alla Calabria ed alla Sicilia, il governo, nel DPEF, ha previsto la diminuzione di altri 3 (tre) miliardi di euro la spesa in conto capitale per sostenere gli investimenti in infrastrutture per l’anno 2009”. Ad esprimersi è il deputato Roberto Occhiuto dell’UDC sul comportamento del Governo centrale nei riguardi del nostro territorio e di quello siciliano.
Stessa analisi, anche se inserita in un conteso diverso, quello, per intenderci, riferito alla crisi economico-imprenditoriale che attanaglia il sud ed in particolare la Città di Reggio Calabria e la sua provincia, è stata fatta dal Presidente della Camera di Commercio dott. Lucio Dattola: “ulteriori ritardi negli interventi per la competitività del sistema economico quali gli investimenti per le infrastrutture significheranno non solo l’allargamento del divario con le aree più ricche d’Italia, ma anche la definitiva marginalizzazione della nostra economia ai confini dell’Unione Europea”.
Fermo restando le autorevoli figure su menzionate, verso le quali va la mia personale stima, ho la netta sensazione che qualche minimo di confusione regna in maniera evidente all’interno della politica di centro-destra calabrese e cittadina in particolare.
Entrambi infatti, senza una evidente intesa, e per pura casualità, hanno fatto emergere contestualmente ed in maniera palese, che l’impegno del governo cosi come programmato, decreterà la fine della possibilità del nostro territorio di emanciparsi rispetto ai ritardi atavici che lo affliggono.
In effetti, l’Amministrazione Centrale dopo aver deciso in maniera del tutto autonoma ed arrogante di stornare i fondi previsti dal precedente governo sul versante infrastrutturale , per coprire il taglio dell’ICI , ha programmato per l’anno 2009 un ulteriore taglio degli investimenti nello stesso settore che penalizzerà in maniera definitiva il nostro territorio.
A fronte di queste “scellerate”decisioni, il centro-destra calabrese, e reggino in particolare, preferisce la strada del silenzio e della “sciocca servitù” pur di non irritare il “Capo”.
Al motto “meglio un uovo oggi che una gallina domani” la maggioranza di palazzo S.Giorgio continua presuntuosamente il proprio cammino verso quello che in maniera fuorviante e menzognera definisce lo sviluppo “possibile” della città senza tenere in conto quali sono le necessarie sinergie perchè si tenti, almeno in parte, di realizzarlo.
E mentre le imprese falliscono, i protesti aumentano, la criminalità colpisce chirurgicamente ogni 24 ore, la gente protesta per la crisi idrica, i cantieri si fermano o rallentano i lavori, la disoccupazione assume sempre più aspetti allarmanti, si mena vanto per la innovativa ed azzeccata politica del turismo.
Ma di quale turismo si parla?
Se dall’analisi del presidente della Camera di Commercio emerge in maniera evidente che tra i settori in crisi in città ed in provincia, un posto al sole, lo ricopre il turismo, come si può presuntuosamente insistere senza rivedere le politiche di ricezione e promozione?
E’ possibile immaginare che bastino spettacoli canzonette e veline per accreditarsi nei circuiti internazionali del turismo?
Suvvia , almeno questa volta si cerchi di essere obiettivi, lasciando da parte le appartenenze ed indossando sul serio la “ maglia amaranto”, possibilmente da titolare e non da riserva di una squadra che in tutta sincerità rischi la retrocessione se non addirittura la radiazione.
Reggio Calabria 3 luglio ’08 Stefano Viola
Partito Democratico




