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    C'era una volta a Reggio, la Villa Comunale


    Riceviamo e pubblichiamo:

    “C’era una volta, a Reggio, la Villa comunale…” Sembra l’inizio di una favola ma è l’inizio di una modesta riflessione su un importante tassello mancante nella nostra città, che viene a galla sull’onda di un ripasso della storia e dei ricordi d’infanzia, volta al desiderio senz’altro comune a quello di chissà quanti cittadini di veder rinascere il prestigioso ed antico giardino pubblico reggino.

    Da quanti decenni la Villa “Umberto I” popolarmente detta “Villa comunale”, non è menzionata nelle guide turistiche della città, tra i ‘luoghi da visitare’? A differenza di quando, sino a circa trent’anni fa, era luogo di principale richiamo, da ‘cartolina’, e tra i siti-simbolo di Reggio.

    E, per inciso, sorte analoga ha avuto il Lido comunale.

    Ora la Villa è luogo che è meglio non mostrare ai turisti: abbandonato e pericoloso. Insomma, da luogo d’eccellenza è divenuta luogo di devianza, ‘grazie’ all’inspiegabile effetto disinteresse istituzionale protrattosi nel tempo. Le condizioni di degrado in cui da decenni versa questo vasto polmone verde collocato in una posizione strategica, sul corso Garibaldi, parallelamente al lungomare, a due passi dalla stazione centrale e dalla Cattedrale, sono sotto gli occhi di tutti. Un vero peccato, un autentico spreco per la città che deve puntare alla rivalutazione della sua immagine e non può permettersi di sprecare eccellenze. Lasciare abbandonata un’area di tanto valore è un po’come accantonare in una cantina umida un prezioso mobile antico. Ed il pregiato giardino pubblico ha innati tutti i numeri per essere tra i luoghi d’eccellenza di Reggio, in primis per il suo valore storico e scientifico di orto botanico (sorto nel 1854 su iniziativa del governo borbonico).  Senza dimenticare le opere d’arte d’antica data che vi si trovano all’interno: busti scultorei, resti di colonne romane ed altri elementi monumentali di età neoclassica.

    Sull’onda dei ricordi è bello ricordare quando la Villa era (lo è stata per generazioni) luogo ammirato dai turisti e punto di riferimento per bambini, giovani, mamme, anziani. Era un’area curata, pulita, vigilata giorno e notte. Recintata da alte mura con all’entrata principale un imponente cancello in ferro che a una certa ora della sera veniva chiuso dai custodi. I bimbi, mentre le mamme chiacchieravano con altre mamme, giocavano nel parco giochi fatto di semplici giostrine. Nelle panchine a forma circolare poste intorno ad alberi secolari sedevano gli anziani, per leggere il giornale e per chiacchierare. Ed erano attrazione per tutti la particolare vasca in pietra con i pesci rossi e lo specchio d’acqua del laghetto incorniciato da piante esotiche con splendidi esemplari di cigni. Insomma, “c’erano…” Unica cosa che non si ricorda con piacere il così detto piccolo zoo dove sopravvivevano in penose condizioni tigri e leoni.

    Ma finalmente, da quanto si è appreso qualche mese fa, si spera che a breve non dovremo più dire “c’era una volta la Villa”. l’amministrazione comunale ha consegnato i lavori di riqualificazione di questo piccolo Eden cittadino. Un’opera di restyling ridarà alla Villa il suo antico splendore. Sarà restituita ai cittadini e utilizzata anche in una veste che le sta a pennello: come teatro all’aperto e scenario di importanti iniziative culturali.

                                                                                                                         Giovanna Nucera